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Acido lipoico come antiage e booster muscolare

Conosciamo l'acido lipoico soprattutto per le sue qualità antiossidanti ma studi recenti stanno mettendo in luce sempre più spesso la sua capacità di migliorare notevolmente i risultati in termini di aumento massa e nella riduzione dei tessuti grassi per andare a costituire una ottimale composizione corporea. 

Sicuramente gli integratori antiossidanti risulteranno tra i più importanti in assoluto negli anni a venire, sia per il discorso dell'invecchiamento sia per migliorare il metabolismo, tuttavia è decisamente degna di interesse questa molecola anche perché capace di diminuire la massa grassa e da aumentare i muscoli.

L'acido lipoico è in effetti un potente agente regolatore dei depositi di glucosio con un effetto che imita quello dell'insulina con parecchie conseguenze. Ragioniamo spesso in termini di anabolismo e catabolismo, riconducendo quest'ultimo alla responsabilità del cortisolo. In realtà i danni più significativi non dipendono dall'allenamento ma da una forma di catabolismo determinata dal glucosio, la cosiddetta glicazione.

Il fenomeno della glicazione

Questo fenomeno si realizza quando porzioni di glucosio vanno a reagire con le proteine dei tessuti creando danni che sono proporzionali alla glicemia e determinano un rapido invecchiamento dei tessuti, soprattutto nei diabetici che vivono costantemente una condizione di glicemia elevata. Inoltre si ritiene che questa situazione vada a favorire l'aterosclerosi e problemi ai reni, classiche complicazioni del diabete.

Le proteine del collagene ed altre proteine sempre appartenenti ai tessuti risultano quindi sempre più denaturate e danneggiate. Se si riesce invece a mantenere costante il livello della glicemia, abbiamo trovato la chiave per rimanere giovani e migliorare la propria qualità di vita. 

L'acido lipoico può prevenire lo sviluppo di tutte le complicazioni del diabete e la stessa glicazione, consentendo di risparmiare le proteine, oltre ad offrire importanti benefici attraverso la sua qualità antiossidante e ipoglicemica.

Se cerchi acido lipoico ad alto dosaggio invitiamo provare Ala 600 Force Time Release https://www.healthintegratori.... ottimo sia come antiossidante che come sostegno al contenimento dell'insulina.

Le caratteristiche dell'acido lipoico

Ricerche più recenti hanno correlato l'acido lipoico a un effetto modulatore sul metabolismo aumentando l'energia disponibile e migliorando i processi di recupero. Questa molecola riduce i danni conseguenti alla glicazione e consente di risparmiare proteine producendo una attività anticatabolica. Ma vediamo più nello specifico il fenomeno della glicazione.

Questa attività si verifica nel sangue che tendenzialmente acidifica il proprio Ph e quindi i tessuti per via dell'acido lattico generato durante l'attività fisica oppure l'eccessiva assunzione di cibi acidi. Queste reazioni possono avvenire anche in presenza di chetosi quando le diete sono troppo povere di carboidrati. 

In tali condizioni alcune cellule muoiono ma non vengono rimpiazzate accelerando i processi di invecchiamento: il catabolismo viene così ulteriormente amplificato andando a configurare la tipica perdita di massa a partire da una certa età in poi. 

Per quanto riguarda gli atleti tali processi favoriscono gli infortuni e non stimolano i processi di riparazione per cui i danni si accumulano andando a debilitare l'organismo gradualmente.

Negli ultimi anni i culturisti sono sempre più interessati a mantenere regolari i livelli di glucosio nel flusso ematico utilizzando integratori a base di cromo piccolinato ad esempio, sia per favorire lo stimolo anabolico, sia per degradare più velocemente i grassi. 

Puoi provare l'acido lipoico in capsule come quello della San Nutrition https://www.healthintegratori.... da deglutire con un abbondante bicchiere d'acqua prima dei pasti per ridurre l'accumulo dei lipidi. L'acido lipoico è contenuto anche nella miscela Iso Sensation 93 Ultimate https://www.healthintegratori.it/iso-sensation-93-2-2-kg.html,una proteina in polvere isolata a freddo attraverso processi meccanici.

​ Eliminare il glutine dalla dieta, una scelta di benessere

​  Eliminare il glutine dalla dieta, una scelta di benessere

Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta della celiachia, una severa intolleranza a una proteina contenuta nel glutine che è presente nella maggior parte dei cibi realizzati con cereali; ma non tutti conoscono la sensibilità al glutine, una sindrome dove sono assenti i gravi sintomi della celiachia ma che corrisponde comunque a un'infiammazione cronica che può trasformarsi nella sindrome da intestino irritabile e nella sindrome da intestino permeabile.

Le molecole che non vengono digerite correttamente entrano nel sangue e favoriscono la nascita di malattie autoimmuni: questa reazione immunitaria aumenta l'infiammazione che a sua volta incrementa l'insulino resistenza, l'aumento adiposo e un circolo vizioso che inevitabilmente conduce al sovrappeso.

Frumento raffinato e infiammazione

Se riflettiamo su quanti alimenti contengono glutine quotidianamente sulle nostre tavole, dalla pasta al pane, dai prodotti da forno alla pizza, dolciumi, cereali e così via, è giusto anche evidenziare come il principale responsabile sia il frumento, soprattutto quello moderno, che a seguito di ibridazioni, tecniche di bioingegneria ed altri trattamenti con radiazioni registra un contenuto di glutine decine di volte superiore rispetto al grano coltivato nella prima metà del secolo scorso. In effetti i nostri antenati e già i nostri nonni non manifestavano paragonabili problemi di intolleranza.

Per i tuoi snack senza glutine però oggi puoi scegliere una barretta come la Zero Bar Bio Tech USA https://www.healthintegratori.... che non contiene questo allergene ed è anche priva di lattosio e di zuccheri aggiunti e aiuta a ridurre il rilascio di cortisolo e a conservare la massa muscolare. 

Se vuoi nutrire al meglio i tuoi muscoli, puoi optare per una proteina come la Pure Form Vegan https://www.healthintegratori.... che è realizzata da fonti proteiche vegetali differenti per garantirti il completo corredo di aminoacidi. 

Si tratta di un prodotto adatto sia agli atleti che stanno cercando l'aumento della massa muscolare, sia a chi si trova nell'ambito di una dieta ipocalorica per conservare al meglio i muscoli e non perdere tono. 

Un altro goloso ingrediente per i tuoi spuntini è sicuramente il burro di arachidi come il FitWhey Peanut Butter https://www.healthintegratori.... dato che le arachidi sono particolarmente ricche di proteine e agiscono come precursori dell'ossido nitrico e dell'ormone della crescita.

Il consumo eccessivo di farina di frumento raffinato è una causa alla base dell'infiammazione che conduce all'aumento di grasso e al sovrappeso, spesso difficilmente risolvibile con le classiche diete ipocaloriche se l'assunzione non viene sospesa. 

D'altra parte non è semplice rinunciare al pane e alla pasta perché il glutine genera una sorta di effetto simile all'oppio, per via di una sorta di morfina contenuta che interagisce generando una falsa sensazione di benessere nel nostro cervello. 

Una soluzione può essere quella di indirizzarsi verso prodotti equivalenti e privi di glutine, dal grano saraceno al riso integrale, valutando come alternativa intermedia la scelta dei grani antichi che ne contengono molto meno e possono essere utilizzati per togliersi lo sfizio di un classico piatto di pasta.

Perché in alcune zone del corpo il grasso è più difficile da eliminare

Perché in alcune zone del corpo il grasso è più difficile da eliminare

Chiunque abbia sperimentato l'aumento di peso e il seguente tentativo di dimagrire, si sarà certo accorto che ci sono delle zone del corpo dove il tessuto adiposo si sviluppa più facilmente ed è anche più difficile da eliminare. Queste zone però non sono le medesime per tutti i soggetti perché alcune persone accumulano più facilmente nella regione addominale, altri invece nelle cosce e nei glutei: ogni persona può avere le proprie ubicazioni di grasso tipiche.

Qual è la causa di questa differente distribuzione del grasso? I maggiori responsabili sono certo gli ormoni e le evidenze scientifiche nonché l'esperienza pratica ci dimostrano che una morfologia di tipo androgeno caratterizzata da una maggiore presenza di testosterone risulta più predisposta all'accumulo di adipe addominale mentre una morfologia più ricca di estrogeni come quella ginoide è più propensa ad accumulare sui glutei e sulle cosce.

Come trattare l'adipe localizzato

La domanda diventa quindi: come fare a bruciare questo grasso intervenendo sulla funzione ormonale che ne risulta principale causa? Sicuramente esistono alcuni prodotti a supporto come Brutalcuts https://www.healthintegratori.... che aumentano il metabolismo e inibiscono l'appetito. 

Ma analizziamo in primo luogo il ruolo dell'ormone della crescita, un ormone anabolico con capacità lipolitiche la cui secrezione aumenta in condizioni di ipoglicemia e durante le ore notturne.

Per favorire la sua secrezione e ottenere e massimizzare l'effetto di lipolisi, potremo andare a limitare o escludere i carboidrati nel pasto serale, intervenendo in modo piuttosto semplice. 

Ecco perché alcuni culturisti decidono di non consumare carboidrati dopo le 18 per migliorare la loro definizione nel periodo prima di una gara: tuttavia la realtà non può essere semplificata esattamente così e risultare ugualmente efficace per chiunque. 

Ad ogni modo puoi trattare alcune zone a livello localizzato con prodotti ad uso topico come Lipo Fosfatidilcolina Gel https://www.healthintegratori.... specifico per soggetti ginoidi.

Bisogna tenere conto anche delle tempistiche di assunzione del cibo: a parità di apporto calorico, già dagli anni 70, alcuni studiosi avevano notato che a seconda dell'orario di assunzione degli alimenti il calo ponderale risultava diverso. 

In particolare era stata studiata una dieta monopasto da 2000 calorie su soggetti normopeso notando che l'assunzione mattutina provocava un calo ponderale mentre non si verificavano effetti sul peso se la somministrazione avveniva nelle ore della sera. 

Negli anni 80 si era scoperto che nel caso di soggetti affetti da obesità la somministrazione serale del singolo pasto giornaliero da 600 calorie realizzava un calo ponderale superiore rispetto all'assunzione mattutina.

Le scoperte più recenti che hanno studiato il rapporto tra sistema nervoso centrale, quello endocrino e l'alimentazione hanno fornito indicazioni sempre più precise sulla migliore distribuzione e composizione dei pasti per influenzare il peso e nello specifico intervenire su determinate zone del corpo a seconda della situazione endocrina di ogni individuo. In tutti i casi puoi tenere sotto controllo la fame sfruttando le proprietà della sinefrina come quella prodotta da Haya Labs https://www.healthintegratori....

Distribuzione dei nutrienti per l'individuo ginoide e quello androide

Ecco alcune considerazioni in merito alla morfologia dell'individuo. 

La disposizione del grasso ci consente di individuare un soggetto ginoide o androide, come detto all'inizio di questo articolo, dove la forma ginoide ha un metabolismo rallentato dei grassi e tende quindi a bruciare poco adipe mentre nella forma androide la tendenza è quella di costruire molti grassi. 

L'abitudine che abbiamo menzionato di mangiare carboidrati al mattino e limitare il pasto serale alle proteine, favorisce la secrezione del GH notturno e la lipolisi ma questo vale soprattutto per i soggetti che fanno fatica a bruciare grassi, come quelli ginoidi.

Per quelli invece che tendono a costruire molto grasso, considerando che tendenzialmente presentano un cortisolo alto è meglio agire diversamente, riservando le proteine al mattino poiché non ci sono rischi di crisi ipoglicemica e inserendo i carboidrati alla sera per favorire il sonno quando con il cortisolo basso non c'è rischio di stimolare eccessivamente l'insulina.

Digiuno intermittente: ecco quando conviene e quando no

Numerosi studi scientifici condotti sull'uomo quasi ad ogni livello hanno dimostrato nel corso degli anni che il digiuno intermittente è una pratica sicura ed efficace ma non necessariamente meglio di qualsiasi altra dieta. 

Un aspetto che non si considera spesso è che un numero sempre crescente di ricerche suggerisce che il tempismo del digiuno risulti fondamentale nell'ottica di una perdita di peso e anche nella prevenzione di malattie come il diabete. 

La perdita di peso è ricercato da tempo attraverso diversi approcci ma il digiuno intermittente è diventato piuttosto noto partire dal 2012 grazie ad un documentario televisivo e alcune pubblicazioni, generando un dibattito sempre più positivo man mano che gli effetti benefici si diffondevano.

I principi del digiuno intermittente: ecco perché funziona

Il cibo di cui ci nutriamo viene suddiviso in molecole sempre più semplici dagli enzimi e finisce al termine del processo nel flusso ematico (per tenere sotto controllo la mole di zucchero nel sangue prova Blood Sugar Support https://www.nutritioncenter.it/blood-sugar-support-60cps.html)

Per quanto riguarda i cereali raffinati, come quelli rappresentati dal riso e dalle farine bianche, essi vengono scomposti e utilizzati dalle cellule per produrre energia. Quando però le cellule non utilizzano completamente questo materiale esso viene immagazzinato come fonte di riserva nei trigliceridi. 

Lo stimolo che consente l'ingresso dello zucchero nelle cellule viene fornito dall'insulina, un ormone che favorisce l'accumulo di grasso quando il glucosio è alto. 

Tra un pasto e il successivo i livelli dell'insulina diminuiscono e le cellule di grasso possono rilasciare lo zucchero immagazzinato da utilizzare come energia. Quindi se lasciamo scendere i livelli di insulina è più facile perdere peso ed in effetti si tratta di un'idea che sta alla base del digiuno intermittente per consentire all'insulina di scendere a livelli abbastanza bassi da consentire l'utilizzo dei grassi per finalità energetiche.

Digiuno intermittente: si ma non per tutti

Confrontando studi in cui i soggetti si sono nutriti a giorni alterni con altri in cui i soggetti hanno semplicemente mangiato meno ogni giorno, si sono ottenuti risultati equiparabili in termini di perdita di peso anche se i giorni di digiuno sono stati più difficili da osservare e quindi, un approccio equilibrato potrebbe essere quello di attenersi ad una dieta, senza necessariamente dover digiunare.

Un altro approccio recente suggerisce che il digiuno intermittente è decisamente più efficace e sostenibile se associato a una dieta a base soprattutto vegetale e osservando i cicli ormonali legati al giorno e al sonno della notte.

Il consumo notturno di cibo in effetti è generalmente correlato a un rischio più elevato di obesità e di diabete. Gli esperti di metabolismo (che può essere stimolato dalla Sinefrina come quella di HayaLabs https://www.nutritioncenter.it/synephrine-20mg-100cps.html) suggeriscono quindi un digiuno basato sul ritmo circadiano dove il cibo viene ingerito nell'arco di otto ore massimo dieci ore durante tutto il giorno per risultare efficace. 

Questo tipo di digiuno intermittente in combinazione con una dieta equilibrata e uno stile di vita sano può risultare molto efficace sul miglioramento della composizione corporea e sulla perdita di peso specialmente nei soggetti a rischio di diabete. 

Quella del digiuno intermittente è una strategia da praticare per periodi limitati nel tempo che non necessariamente è benefica per tutti i soggetti. Gli atleti ad esempio potrebbero non ottenere risultati sistematicamente da questo tipo di approccio, pur senza negare che una programmazione equilibrata potrebbe sortire anche qualche risultato positivo. 

In effetti non esistono regole assolute a tale riguardo, il digiuno intermittente può essere praticato nelle sue varie declinazioni ma solamente per i soggetti che possono trarne un vero beneficio. Se vuoi provare una potente miscela bruciagrassi ti suggeriamo Brutalcuts della Mistik Nutrition https://www.nutritioncenter.it/brutalcuts-100cps.html.

Melatonina, non solo per addormentarsi meglio

melatonina

Chi viaggia spesso probabilmente conosce già molto bene qualche proprietà della melatonina, capace di contenere gli effetti del cambio di fuso orario: quello appena descritto è uno degli utilizzi più diffusi e noti di questa straordinaria molecola.

Nello specifico stiamo parlando di un ormone che viene generato dalla ghiandola pineale del cervello umano e che dal punto di vista chimico proviene dal triptofano, un aminoacido che viene poi trasformato in serotonina, precursore della melatonina stessa. Esistono in commercio integratori come Melatonin Forte che ne aumentano la concentrazione endogena > https://www.healthintegratori....

Melatonina per i disturbi del sonno

Il suo ruolo biologico principale è scandire i ritmi del corpo e di tutti gli ormoni: viene prodotta quasi esclusivamente nelle ore notturne con un picco che si verifica intorno alle due del mattino. La sua produzione è stimolata dal buio e rappresenta un segnale molto chiaro per il nostro fisico sulla necessità di dormire.

La melatonina è infatti utilizzata spesso per trattare i disturbi del sonno. Quando al mattino iniziamo a percepire la luce, il corpo smette di secernere melatonina che lascia il posto ad altri ormoni che ci aiutano a rimetterci in marcia come il cortisolo e l'adrenalina.

A partire dai 35 anni circa, ma può succedere qualche anno prima o qualche anno dopo, la produzione di questo ormone inizia a diminuire per poi dimezzarsi verso i sessant'anni. Questo potrebbe spiegare come molti anziani in effetti tendano a dormire meno. 

L'attività di questo ormone tuttavia non è limitato all'industria del sonno ma è anche uno dei più potenti antiossidanti che contrasta i radicali liberi e protegge le membrane cellulari e le proteine, prevenendo numerose malattie. La melatonina esercita la sua funzione protettiva anche a livello cerebrale intervenendo positivamente su eventuali affezioni degenerative come l'Alzheimer e il morbo di Parkinson.

Integratore melatonina per migliorare la composizione corporea e prevenire malattie

La melatonina inoltre potenzia il sistema immunitario stimolando un maggior numero di linfociti e tenendo sotto controllo il cortisolo, un ormone che tende a stimolare lo stress e a sopprimere il sistema immunitario stesso. La melatonina regola gli ormoni non solo in questo modo ma anche intervenendo su una maggiore produzione di ormone della crescita che mantiene la massa muscolare e favorisce una migliore composizione corporea a scapito dei grassi. La melatonina inoltre sostiene l'attività della tiroide e influenza la sintesi degli ormoni sessuali.

Per quanto riguarda l'aspetto vascolare la melatonina tiene sotto controllo il colesterolo e genera un'attività vasodilatante che abbassa la temperatura corporea e la pressione, gli stessi effetti che possono essere conseguiti con un integratore di melatonina in comode compresse masticabili > https://www.healthintegratori....

Per aumentare la produzione di melatonina possiamo intervenire sull'alimentazione considerando che il triptofano, il suo precursore, è presente nei cibi proteici come legumi e semi di cui la dieta deve risultare più abbondante.

Per quanto riguarda il movimento sarebbe meglio non allenarsi troppo tardi la sera se l'obiettivo è quello di aumentare la melatonina, la cui concentrazione può essere migliorata esponendosi per almeno due ore a una luce intensa di giorno e andando a dormire con le luci spente. 

La melatonina va integrata in tutti i casi in cui il corpo non può produrne abbastanza, quando ad esempio vengono introdotti troppi alcolici o caffè, con l'avanzare dell'età, con l'esposizione costante all'inquinamento e per tutti coloro che lavorano di notte; prova ad esempio la Melatonina di HayaLabs > https://www.healthintegratori....

La dieta migliore per aumentare la forza

Per riuscire a sviluppare la forza è necessario opporre una resistenza a un certo carico, sollevando ad esempio un manubrio contro la forza di gravità e tenendo in considerazione la potenza che descrive la forza in una unità di tempo.

Attraverso la potenza quindi misuriamo la forza esprimibile in un certo frangente e si tratta di un valore molto importante che consente di valutare i progressi e che può dipendere anche dallo sport praticato - ad esempio riguardare l'impatto col pallone.

Nella maggior parte delle attività sportive la potenza consente di valutare i balzi, i cambi di direzione, in funzione della forza ed è per questo che un allenamento che sviluppa questa capacità è valido per tante attività diverse. 

Un altro aspetto per cui la forza è così importante è anche nell'ottica dell'invecchiamento perché chi riesce ad arrivare ad un'età matura con più forza risulta anche meno soggetto a malattie ed infortuni.

Se la massa è fortemente correlata all'assetto ormonale, la forza - che risulta un elemento più importante dal punto di vista delle prognosi - è molto più legata all'allenamento, che prevede esercizi multi articolari con carichi adeguati e che a sua volta genera un buon impatto sugli ormoni come quello della crescita e il testosterone. 

Alimentazione per la forza, calorie e proteine

Per quanto riguarda l'alimentazione essa deve supportare un allenamento con poche ripetizioni e un elevato carico, giocando sui volumi e quindi prevedere una buona presenza di proteine (ottime quelle di Dymatize Iso 100 https://www.healthintegratori.it/dymatize-iso-100-2270-gr.html) e di carboidrati che aiuteranno i rispettivi metabolismi attivati. Per sviluppare la forza si consiglia normalmente di aggiungere dalle 200 alle 300 cal ogni tre settimane aumentando in corrispondenza i carichi in palestra. 

Sarà importante stimolare la fase anabolica e scongiurare quella catabolica con un corretto apporto di proteine, almeno 2 g per ogni chilo di peso ad elevato valore biologico che corrispondano ad almeno il 20 o 30% delle calorie complessive quotidiane. 

Questa quota può essere assunta attraverso la dieta tradizionale e gli integratori. Un gainer potrà aiutarti a raggiungere tale quota calorica, ad esempio True Mass https://www.healthintegratori....

A supporto del metabolismo non servono solo le proteine ma anche gli altri macronutrienti quindi anche grassi e carboidrati devono essere coerentemente distribuiti. 

Chi vuole sviluppare la forza deve accettare anche una certa quantità di grasso che ha la funzione tra l'altro di sollecitare i muscoli e le ossa consentendo gesti tecnici più efficaci. Quindi nel periodo di forza bisogna lasciare da parte il sogno degli addominali in evidenza e rimanere generosi sull'apporto di calorie.

Un'attenzione particolare va rivolta ai carboidrati da gestire per quanto riguarda lo stimolo insulinico che è un potente ormone anabolico e che possono essere utilizzati in forma semplice nel post allenamento per migliorare l'assimilazione della creatina e degli aminoacidi (è lo stesso principio utilizzato da Cell Tech Pormance Series https://www.healthintegratori.it/cell-tech-performance-series-1-4-kg.html), mentre i complessi mantengono stabile la glicemia e minimizzano il catabolismo.

Allenarsi per dimagrire: aerobica a bassa o alta intensità?

Gli allenamenti che si prolungano nel tempo sono sicuramente molto utili per esaurire il glicogeno ma anche nell'ottica di un dimagrimento localizzato. Tra i cultori dell'allenamento si apre ancora una volta una diatriba tra due correnti di pensiero contrapposte: da una parte coloro che sostengono che per bruciare i grassi l'allenamento necessario è quello a bassa intensità per un lungo periodo perché altrimenti l'elevata intensità tenderebbe a bruciare gli zuccheri anziché l'adipe.

La seconda corrente di pensiero ammette che durante l'allenamento a bassa intensità condotto per un lungo periodo si bruciano più grassi a scopo energetico ma bisogna anche tenere in considerazione che l'allenamento ad alta intensità stimola gli ormoni come le catecolamine e l'ormone della crescita che quello a bassa intensità non riesce a promuovere. 

Consumo di grassi durante e dopo il workout, cosa cambia in funzione dell'intensità dell'attività fisica

Nel post-workout quindi l'ossidazione dei lipidi è correlato all'intensità dell'esercizio e alla secrezione di questi ormoni che abbiamo citato. In particolare l'ormone del GH è il miglior utilizzatore di grassi dopo l'attività fisica.

Anche se un workout a bassa intensità favorisce una superiore ossidazione dei tessuti adiposi dopo l'esercizio non determina un consumo superiore degli stessi. Puoi aumentare il metabolismo anche aiutandoti con un supplemento naturale, a tale proposito ti consigliamo di provare Diablo Fat Bruner https://www.healthintegratori....

Quindi cosa conta se durante il workout bruciamo meno grassi se poi ne bruciamo di più nel post-workout considerando lo stimolo degli ormoni lipolitici? Questo conta molto per il dimagrimento localizzato! 

Le catecolamine con il loro effetto vasocostrittore inibiscono la possibilità di un dimagrimento spot e il loro effetto sulla ossidazione dei grassi post-workout è reale ma riguarda soprattutto un livello sistemico piuttosto che mirato.

Per promuovere una migliore definizione di alcune zone del corpo, esistono prodotti da applicare come gel, ad esempio Cut 4 Him della 4Plus Nutrition https://www.healthintegratori....

Tra le due correnti di pensiero che abbiamo descritto c'è un aspetto su cui tutti comunque concordano e cioè che se ci si allena ad elevate intensità per lo stesso tempo rispetto all'allenamento condotto a bassa intensità anche se in percentuale si consumano meno grassi, in assoluto se ne bruciano di più. E dato che l'importante è considerare il grasso bruciato a parità di calorie, questo risulta superiore durante una attività aerobica a basso impatto

Allenamento a basso impatto per dimagrire: la scelta migliore

Alcuni studi hanno evidenziato che a parità di calorie consumate l'esercizio condotto a bassa intensità equivale a quello ad alta intensità per quanto riguarda la perdita di peso e di grasso sia sull'addome che su tutto il corpo. Inoltre alcuni studi hanno posto l'accento sull'importanza della durata dell'esercizio piuttosto che sulla intensità come fattore determinante per migliorare la sensibilità all'insulina. 

Per ridurre la fame e agevolare il bilancio calorico negativo per dimagrire, puoi associare all'attività fisica e alla dieta un prodotto come Brutalcuts https://www.healthintegratori....

Inoltre bisogna tenere presente che gli allenamenti ad alta intensità spesso inducono anche un appetito superiore quindi un maggiore apporto di calorie nel resto della giornata e che che maggiore affaticamento riduce la successiva possibile attività motoria. 

Un allenamento condotto a bassa intensità quindi favorisce l'ossidazione dei grassi nei tessuti sottocute e nelle viscere, poiché manca l'effetto vasocostrittore determinato degli ormoni, favorendo la circolazione.

Restrizione calorica e testosterone, dieta e incidenza ormonale

Chi cerca di dimagrire normalmente riduce le calorie e aumenta il dispendio energetico, si tratta di un approccio efficace che però ha un effetto collaterale in termini di energia psicofisica ed anche a livello endocrino, con un impatto soprattutto nella sfera sessuale (che puoi sostenere con prodotti quali ad esempio Sex Bomb della Applied Nutrition https://www.healthintegratori.it/sex-bomb-for-him-120cps.html). 

Si tratta di una conseguenza riscontrabile da chiunque ed allo stesso tempo del tutto comprensibile considerando che il corpo in caso di deficit alimentare e tanto sport interpreta una situazione di emergenza, che nel paleolitico poteva corrispondere ad una migrazione od una fase di ricerca di cibo, mettendo l'aspetto della riproduzione in secondo piano rispetto la sopravvivenza del momento immediato.

La correlazione tra disponibilità energetice ed endocrine è facilmente osservabile nelle donne quando perdono una grossa, eccessiva quantità di tessuto grasso, provando un'alterazione del ciclo, fenomeno chiamato amenorrea. 

Le donne infatti necessitano della percentuale di massa grassa superiore rispetto ai maschi per mantenersi in salute e per mantenere viva la loro capacità riproduttiva anche se recentemente è stato scoperto che anche negli uomini, una presenza insufficiente di grasso corrisponde a una funzionalità ridotta del sistema endocrino. 

Tali fenomeni sono stati osservati in seguito all'attività praticata con intensità e regolarità e allenamenti frequenti; in realtà non è chiaro se la causa determinante sia la bassa percentuale di grasso o l'allenamento eccessivo ma probabilmente si tratta di una concomitanza di entrambi i fattori.

Fit Tribu può migliorare lo stimolo naturale del testosterone aumentando anche la forza e la massa magra https://www.healthintegratori....

Fase di definizione e impatto sul sistema endocrino

Gli atleti che vogliono perdere massa grassa senza rinunciare a quella magra per migliorare la propria definizione muscolare nella cosiddetta fase di cutting che sperimentano percentuali di grasso troppo basse possono osservare conseguenze estremamente negative sui livelli di ormoni in particolare sul testosterone. 

Per aumentare la secrezione endogena puoi provare un supplemento come Test Definition https://www.healthintegratori.... che aiuterà oltre che l'aspetto endocrino anche l'aumento della massa muscolare.

Osservazioni scientifiche sulla riduzione calorica e il suo impatto sul testosterone

Nel culturismo per abbassare di molto il grasso si tende ad aumentare l'entità dell'attività aerobica e contemporaneamente a ridurre l'apporto di calorie. Ecco cosa hanno concluso alcuni studi su atleti sottoposti a una riduzione calorica.

Il primo studio ha osservato un atleta sottoposto a una dieta a restrizione alimentare per sei mesi prima di una gara partendo da 2800 kcal e scendendo fino a 2500 kcal al giorno. Per quanto riguarda gli allenamenti questo soggetto seguiva un programma di cinque ore con i pesi, 40 minuti di allenamento ad intervalli ad alta intensità e 30 minuti di allenamento a bassa intensità consumando circa 600 cal al giorno rispetto alla sua spesa energetica. 

Dopo i sei mesi di osservazione il suo testosterone si era abbassato del 76% mentre il cortisolo era aumentato di oltre il 105% insieme a sintomi come l'ansia e a una perdita significativa del 21% di massa muscolare.

Un secondo studio ha osservato una risposta ormonale a seguito di tre settimane di dieta impostata a 1350 kcal giornaliere: i soggetti hanno perso circa sei chili in queste tre settimane, il loro metabolismo si è abbassato di quasi il 40%, l'insulina del 54%, gli ormoni T3 della tiroide del 39% e il testosterone dell'11%.

Concludendo quindi la maniera migliore per evitare cattivi impatti sugli ormoni e in particolare sul testosterone è quella di seguire una dieta strutturata che comprenda almeno 25 cal per ogni chilo di massa magra insieme a un apporto di proteine di almeno 1,6 g per ogni chilo di peso e in sinergia a workout con i pesi adeguatamente programmati.

Diabete e attività sportiva, le palestre medicali

Diabete e attività sportiva

Analizzando le ultime tendenze riguardanti il mondo della palestra, si osserva la presenza di due nuove realtà che si stanno sviluppando, il low costo e le cosiddette palestre funzionali. La classica palestra così ha iniziato a perdere colpi all'affannosa ricerca di novità per contrastare la concorrenza.

Nel Nord dell'Europa la direzione presa è quella del fitness medicale, con la consapevolezza che la palestra non può rimanere un semplice luogo sociale ma deve iniziare a fornire servizi che rispondano alle esigenze dei potenziali utenti sempre più numerosi. 

La medicina ha ormai riconosciuto il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione ed anche nel trattamento di tante malattie croniche degenerative e quindi il medico non si limita più a suggerire semplici passeggiate o corsi di moto ma proprio l'iscrizione in palestra. 

La questione diventa quindi riuscire a individuare la struttura più adatta, perché mancano esempi capaci di gestire persone con problemi di salute. Sicuramente queste palestre non temeranno la concorrenza di quelle a basso prezzo ne di quelle funzionali che anzi potrebbero rappresentare una fonte di futuri clienti. 

Diabete I e II: l'approccio sportivo moderno

Una delle patologie più frequenti è il diabete di cui esistono due tipi, il primo che è autoimmune, si manifesta di solito dall'infanzia e necessita dell'insulina e quello che invece non è insulino-dipendente e che se un tempo si riscontrava solo nella mezza età oggi è presente anche nei bambini (in correlazione all'aumento dell'obesità).

Questo tipo di diabete è legato allo stile di vita e alla cattiva alimentazione e richiede una terapia basata sulla dieta ed eventualmente su farmaci. La medicina ha recentemente sviluppato un grosso interesse nell'utilizzo dell'attività fisica come strumento di contrasto del diabete, per migliorare le condizioni del paziente superando i vecchi concetti di sport come pericoloso scompenso del quadro glicemico. 

Per ridurre la glicemia risulta molto efficace anche l' acido alfa lipoico come quello proposto dalla Muscle Care https://www.healthintegratori....

Nel diabete due l'approccio risulta più semplice soprattutto se non si utilizzano medicinali e sono solo presenti particolari problematiche articolari o cardiovascolari. In questi casi infatti l'attività aerobica ed anche quella con i pesi sono capaci di migliorare la sensibilità all'insulina e quindi riescono a far funzionare meglio questo ormone endogeno. 

Con il diabete di tipo uno invece la situazione è un po' più complessa perché il rischio principale di un'attività fisica in questi casi è l'insorgenza di una crisi di ipoglicemia; considerando l'utilizzo dell'insulina terapeutica, c'è la possibilità di una caduta della glicemia durante e dopo l'allenamento. 

Nel diabete di tipo II può essere di aiuto un prodotto come la luteina (https://www.healthintegratori.it/lutein-6mg-90cps.html) per la salute degli occhi e la prevenzione nei confronti di altri fattori di rischio correlati.

Insulina, sport e diabete

I pazienti diabetici quindi dovrebbero ridurre o addirittura eliminare l'insulina prima dell'esercizio, pianificando l'attività fisica piuttosto che dedicandosi ad essa senza averla programmata. 

Nel caso in cui il diabetico di tipo uno decidesse di impulso di uscire per una corsa o o di giocare a tennis dovrebbe consumare 20 o 30 g di carboidrati prima e per ogni mezz'ora di esercizio fisico per prevenire una crisi di eccessivo abbassamento della glicemia. 

D'altra parte chi soffre di diabete dovrebbe sempre avere con sé una fonte di glucosio che si assorba rapidamente come un succo di frutta o una semplice barretta da utilizzare anche durante l'attività fisica e da consumare non appena compaiono sintomi di debolezza e confusione. 

In tutti i casi si invitano i soggetti a farsi seguire da personale adeguatamente preparato ed esperto, senza improvvisare e valutando attentamente il proprio stile di vita oltre che l'alimentazione.

Un pancake formulato e adatto anche a chi soffre di diabete è ad esempio il Battery https://www.healthintegratori.... ricco di proteine e dedicato a un consumo giornaliero.

Colon irritabile e alimentazione specifica

colon irritabile

Chi soffre di colon irritabile deve inevitabilmente curare attentamente la propria dieta ed in particolare esiste una strategia alimentare che comporta l'esclusione di alcuni cibi molto ricchi di carboidrati a catena corta che l'intestino tenue non riesce a lavorare adeguatamente ed assorbire. 

Questo tipo di nutrienti, quando raggiunge l'intestino crasso, subisce un'opera di fermentazione batterica con la liberazione di alcuni gas e metaboliti. Tale processo non deve assolutamente preoccupare un individuo sano perché non si osservano fastidi di alcun genere ma alcuni pazienti che soffrono di colon irritabile o infiammazioni intestinali necessitano di ulteriori considerazioni dato che i loro sintomi possono peggiorare determinando una ipersensibilità.

Dieta per chi soffre di colon irritabile

Questa particolare dieta è stata formulata proprio per la gestione migliore dei sintomi in pazienti che soffrono di colon irritabile, un disturbo gastrointestinale che interessa una fetta sempre più elevata della popolazione di tutto il mondo. 

Tali sintomi corrispondono ad esempio a crampi, dolori intestinali e gonfiore, stitichezza o diarrea, meteorismo, nausea, fermentazione, bruciore, disagio generale, ed anche ansia e depressione. I sintomi possono essere presenti tutti insieme oppure solo in parte con intensità che possono variare nel tempo e a seconda del soggetto.

Un prodotto come Probiotic Acidophilus Active Cultures della Puritan's Pride può essere un valido sostegno (https://www.healthintegratori.it/probiotic-acidophilus-active-cultures-100cps.html)

La maggior parte di coloro che soffre di colon irritabile presenta sintomi che compromettono la normale vita quotidiana e una delle cause più frequenti è l'aver trascurato infiammazioni, sensibilità o intolleranze alimentari oppure avere una flora batterica danneggiata. 

I cibi da evitare sono quelli che generando gas a seguito della fermentazione provocano il gonfiore, il dolore e le tensioni, richiamando acqua nell'intestino e alterando la velocità della peristalsi, contribuendo alla manifestazione di stitichezza, diarrea o entrambi. 

Gli enizimi digestivi contenuti in Cultivate da 96 compresse della San Nutrition rappresentano una efficace scelta grazie anche alla presenza di fermenti. (https://www.healthintegratori.it/cultivate-96cps.html)

Quali sono i cibi da evitare in caso di colon irritabile

Parliamo innanzitutto di oligosaccaridi quali frumento, segale e orzo, kamut, lenticchie, fagioli, cipolla, scalogno, porri, aglio, barbabietola, carciofi, sedano, cardi, pistacchi. Prodotti che contengono disaccaridi ad esempio latte e derivati, o che presentano il lattosio nella lista degli ingredienti.

Da evitare anche i monosaccaridi presenti nelle mele e nel cocomero, nelle ciliegie, nei mango, asparagi, miele, sciroppo d'agave, succhi di frutta e ancora, broccoli, prugne e pesche.

Nella prima fase di sperimentazione tali cibi vanno eliminati per tre o quattro settimane mentre in una seconda fase possono essere reintrodotti gradualmente in maniera da osservare quelli che scatenano le problematiche.

L'approccio per quanto valido è un ancora poco utilizzato ma sempre più sostenuto dai ricercatori considerando i risultati molto incoraggianti dei vari test clinici. Si tratta di un regime particolarmente severo che necessita della guida costante di un nutrizionista esperto dove la durata va calibrata con esattezza perché trattandosi di una dieta che consente solamente carne, uova e pesce può a sua volta favorire l'avvio di alterazioni, acidità e squilibri nutrizionali con un forte rischio di malnutrizione. 

Super Enzymes 180 Tablets aiuta la digestione di tutti i nutrienti ed è prodotto dalla Now Foods https://www.healthintegratori.... per ottimizzare il metabolismo dei grassi e delle proteine oltre che dei carboidrati.

Allenamento addominali: è possibile isolare alti e bassi

allenamento addominali

Spesso nelle schede di esercizi prescritti in palestra leggiamo la suddivisione tra addominali alti e addominali bassi ma si tratta di una definizione non corretta dal punto di vista anatomico perché l'addome è un unico singolo muscolo che parte dallo sterno e si inserisce nell'area pubica. 

Tuttavia sul piano funzionale questa distinzione non è poi così sbagliata. A prescindere dagli esercizi svolti, alleneremo sempre la parte superiore e quella inferiore contemporaneamente, compresi gli obliqui. Tuttavia anche se non possiamo isolare una sola parte è possibile amplificare il coinvolgimento di una regione rispetto all'altra.

Scegliendo gli esercizi quindi si può attuare un controllo specifico attivando prevalentemente la zona più bassa e fare lo stesso con le altre parti, a seconda delle preferenze e delle necessità.

Ad esempio per migliorare il coinvolgimento della regione addominale più bassa, bisogna considerare l'importanza dell'esecuzione perché il bacino ha una possibilità di movimento più limitata e il flessore dell'anca tenderà ad essere dominante. 

Nelle alzate del ginocchio al mento che accorciano la regione inferiore si stimolerà proprio la parte di addominali più bassi rispetto a quelli superiori.

Ipertrofia e definizione: addominali alti e bassi

Una maggiore attivazione di un'area rispetto all'altra sembra portare anche a un superiore ipertrofia (che puoi amplificare assumendo Leucine 1000 https://www.healthintegratori.it/leucine-1000-150cps.html) e analogamente a un dimagrimento localizzato (che può essere favorito da un bruciagrassi potente come Animal Cuts https://www.healthintegratori.it/animal-cuts-42-pack.html).

 Nonostante il parere contrastante di alcuni esperti in materia e di ricerche scientifiche, i risultati più recenti vanno ad indicare che un allenamento mirato può consentire di ottenere sia risultati migliori in termini di massa e sia di definizione (a tale proposito esistono efficaci creme ad uso topico come Cut 4 Him https://www.healthintegratori.it/cut-4-him-cream-200ml.html). La misura di questi risultati tuttavia è variabile a seconda dell'individuo, delle attitudini, del suo programma, delle sue abitudini e della dieta, tuttavia si tratta di una considerazione comunque molto interessante per coloro che vogliono allenarsi e migliorare parti specifiche del corpo.

Scienza, studi clinici e strategie di sviluppo addome

Una interessante indagine scientifica aveva diviso in due gruppi un campione di sportivi , da una parte definiti ad elevato livello di capacità fisica facendoli allenare per almeno un'ora una mezza tre volte settimana e per tre anni, in contrapposizione ad un gruppo basso livello di intensità che non ha osservato questi criteri.

Entrambi i gruppi hanno eseguito gli stessi esercizi che avevano come target sia la parte superiore e inferiore dell'addome. Per monitorare i risultati è stato utilizzata l'elettromiografia che ha misurato l'attività muscolare mentre l'esecuzione è stata tenuta sotto controllo dei professionisti. 

I gruppi sono stati poi suddivisi nuovamente in esecutori corretti e non corretti sulla base delle singole capacità mostrando come a una migliore esecuzione era legata la capacità dell'individuo di inclinare la regione pelvica posteriore e solo i partecipanti del gruppo ad alto livello di attività fisica erano stati in grado di attivare con maggiore efficacia regioni specifiche dell'addome.

Come diminuire la circonferenza cosce

Come diminuire la circonferenza cosce

Una delle richieste più frequenti in termini di allenamento e integrazione riguarda il dimagrimento localizzato e in particolare la perdita di grasso di specifiche zone del corpo.

Uno dei quesiti ricorrenti riguarda la difficoltà nella perdita di peso nella parte inferiore del corpo che definisce il classico aspetto dell'individuo ginoide, e che riguarda prevalentemente le donne ma che si può osservare anche nei soggetti di sesso maschile. Si tratta di un fenomeno sicuramente diffuso e anche ostico da trattare pur non essendo impossibile ottenere risultati importanti e soddisfacenti.

Diminuire il giro cosce: morfotipo ginoide

Spesso chi manifesta questo genere di problema conduce una vita sedentaria, lavora prevalentemente da seduto oppure in piedi ma senza potersi muovere e questo limita la vascolarizzazione dei tessuti superficiali che invece corrispondo all'obiettivo principale per demolire il grasso sotto la cute.

Intervenendo per favorire una maggiore velocità del sangue, gli acidi grassi tenderanno ad accumularsi in misura minore. 

Come anticipato anche stare in piedi ma in maniera statica non favorisce molto la circolazione e considerando anche la tendenza ad accumulare liquidi (a tale proposito è consigliabile un prodotto come Lipo 6 Black Hers ( https://www.healthintegratori.it/lipo-6-black-hers-120-cps.html), la parte bassa del corpo finisce col manifestare maggiormente ritenzione idrica e le altre antiestetiche formazioni. È importante quindi evitare sia la posizione seduta che quella eretta statica.

Si potrebbe quindi consigliare qualche piccolo cambiamento nella vita d'ufficio, obbligandosi ad alzarsi per raggiungere una stampante collocavata altrove o addirittura seguire l'esempio di alcuni paesi dove le scrivanie sono alte in maniera da lavorare in piedi e muoversi.

Per quanto riguarda invece l'attività fisica si potrebbero dedicare tre sessioni a settimana di aerobica per una durata di 30 minuti ognuna e altrettanti a una ginnastica per tonificarsi come il body-building (è possibile utilizzare prima dell'allenamento un supplemento a base di tirosina come L-Tyrosine Powder della Now Foods https://www.healthintegratori.it/l-tyrosine-powder-113g.html) per migliorare il rapporto di grassi e il metabolismo.

Per trattare o prevenire il fenomeno della cellulite, cui le donne sono più predisposte per una tipica conformazione dei tessuti e aggravata dall'accumulo di liquidi e di acidi come l'acido lattico, è bene inserire anche una attività a circuito per migliorare la vascolarizzazione.

In effetti verificando al tatto le regioni come l'addome e le cosce di un soggetto ginoide le riconosceremo più fredde e tali variazioni di temperatura sono dovute proprio alla minore vascolarizzazione. Quest'attività fisica potrebbe essere condotta preferibilmente nella prima parte del giorno.

Importante è anche prendersi cura della salute intestinale per non squilibrare ulteriormente il metabolismo e sostenere l'attività del fegato che a sua volta è legata alla produzione degli ormoni tiroidei (il Coleus Forskohlii https://www.healthintegratori.... può essere un buon sostegno endocrino in questi casi). Nella dieta sarebbe opportuno non esagerare con i carboidrati da assumere soprattutto nella prima parte della giornata dove andranno ad esplicare anche un importante effetto stimolatore sulla tiroide - la cui attività tende a rallentare in condizioni di basso apporto calorico o di digiuno. 

Per quanto riguarda gli integratori, è importante non generalizzare e assumere quelli adatti al soggetto perché per quanto riguarda gli individui con queste caratteristiche fisiche, i termogenici risultano poco vantaggiosi: l'importante in questi casi infatti è favorire la vascolarizzazione mentre un termogenico tende più che altro a lavorare sul sistema simpatico che al contrario costringe i vasi.

Traumi e infiammazioni? Prova la curcuma

Curcuma a cosa fa bene

Negli ultimi 10 anni ha iniziato a diffondersi anche nella nostra cucina l'utilizzo di una particolare spezia esotica dal gusto particolare e assai aromatico, capace di colorare cibi e bevande ma soprattutto di esplicare effetti molto benefici sul nostro fisico.

La curcuma è un saporito ingrediente che troviamo sempre più spesso nei ragù, nelle verdure e nei risotti ma il motivo principale di interesse per questo vegetale riguarda la sua capacità di controllare e trattare le situazioni infiammatorie.

La curcuma può essere assunta ad ogni pasto inserita nel latte o nei frullati insieme al pepe o allo zenzero. Il suo principio attivo infatti diventa ancora più assimilabile insieme a grassi e un ingrediente piccante, in particolare la piperina che è tipica del pepe nero da cucina. 

Grazie all'attivatore la biodisponibilità di questa molecola aumenta fino al 2000%.

Oltre a consumare la spezia direttamente, esistono anche integratori specifici già formulati insieme all'attivatore che aiutano a introdurre nel corpo una quantità di prodotto effettivamente assimilabile.

I supplementi naturali rappresentano una scelta ideale per coloro che non apprezzano particolarmente il sapore della curcuma - che ricorda quella di una carota molto aromatica.

Utilizzo generale della curcuma

Lo zafferano indiano, altro nome con cui la curcuma è nota, è un ingrediente tipico della medicina ayurvedica i cui medici utilizzano la radice per migliorare la risposta alle infezioni, la mobilità articolare, i sintomi dell'artrite e delle congestioni, i processi digestivi e la salute cardiovascolare.

Anche in caso di infortuni e quindi in ambito sportivo (ma non solo) la curcuma risulta di grande aiuto per tenere sotto controllo l'infiammazione, migliorare la capacità del corpo di recuperare e quindi di rientrare più velocemente ad allenarsi, accelerando il processo di guarigione.

La curcuma ha la capacità di combattere microbi e micosi, può essere utilizzata sotto forma di radice, polvere, succo o capsule ed è l'unica fonte alimentare naturale commestibile di curcumina, che porta con sè molti antiossidanti e antinfiammatori, benefici per ogni organo del nostro corpo.

La radice della curcuma contiene anche potassio, calcio, B6, acido ascorbico e ferro, una miscela che aiuta il sangue a pulirsi e contrastare i radicali liberi. Potresti decidere di assumere un prodotto come quello dell' Haya Labs Curcuma Powder 100g 8 https://www.healthintegratori.it/curcuma-powder-100g.html.

Come utilizzare la curcuma, idee pratiche per consumare l'antinfiammatorio naturale per eccellenza

A partire dalla colazione, è possibile consumare curcuma affettando sottilmente la radice e aggiungendola a burro o margarina nella preparazione delle uova oppure delle crepe, macinando pepe fresco per ottimizzare la biodisponibilità dell'attivo. 

Per chi ama invece una colazione dolce, la curcuma, lo zenzero, la cannella insieme a un dolcificante come miele, sciroppo d'acero o di agave oppure ancora sciroppo di riso, possono essere aggiunti come miscela ai pancake, al latte, ai frullati. 

Per quanto riguarda i pasti successivi la curcuma può essere utilizzata con un filo d'acqua e il classico trito di cipolla sedano e carota - più altri aromi a seconda dei propri gusti - anche al posto dell'olio (che potrà essere aggiunto a crudo) per preparare sughi, carni e condire risotti o verdure

La polvere della curcuma può essere aggiunta e utilizzata direttamente sotto forma di tisana o infuso dopo essere rimasta qualche minuto nell'acqua bollente. Anche in questo caso si raccomanda di aggiungere una presa di pepe che renderà la bevanda molto particolare dal punto di vista del sapore ma anche estremamente funzionale.

Whey protein, domande e risposte

Whey protein, domande e risposte

Riceviamo tante domande in merito alle caratteristiche che riguardano le proteine, soprattutto quelle del siero: in questo approfondimento raccogliamo le più frequenti per offrire spunti di riflessione utili soprattutto a chi si approccia per la prima volta al mondo della palestra.

Il primo argomento riguarda il contenuto di glutammina nell'ambito di un integratore di proteine del siero: ne assumiamo abbastanza da questo supplemento? Di tutti gli aminoacidi del nostro corpo la glutammina ne rappresenta circa la metà ma il contenuto delle proteine del siero corrisponde circa al 6% di glutammina. 

La caseina è un integratore a tale riguardo più ricco di tale aminoacido ed in effetti ne contiene fino al 10% circa a seconda della formula.

Quella a cui facciamo riferimento è la glutammina peptidica che dal punto di vista molecolare è unita ad un altro aminoacido. Nella sua forma libera la glutammina risulterebbe meno stabile in presenza di cambiamenti dell'ambiente in termini di pH, temperatura e presenza di acqua. 

Gli aminoacidi legati risultano solitamente più efficaci e il loro assorbimento risulta in media 10 volte superiore.

Whey protein: il processo di idrolisi rende la proteina inutilizzabile?

Un altro interrogativo che riguarda le proteine del siero concerne quelle idrolizzate e denaturate: si tratta di integratori comunque utili allo sportivo?

Queste proteine sottoposte a idrolisi (come le Hydro+ della 4PlusNutrition https://www.healthintegratori.it/hydro-2-kg.html) vedono la loro struttura modificata in maniera permanente generando un'attività biologica praticamente nulla poiché tale processo distrugge i legami peptidici e la struttura principale.

Questo però non significa che la proteina non risulti utile poiché gli aminoacidi risultano comunque presenti.

Proteine e controllo dell'appetito

E' vero che questi prodotti possono aiutare durante la dieta a introdurre meno cibo?

Alcune frazioni contenute nelle whey contengono l'appetito ma allo stesso tempo innescano il rilascio di enzimi digestivi aumentando i livelli di insulina. Non è quindi un'affermazione universalmente corretta quella per cui le proteine del siero possano aiutare effettivamente a contenere la fame. 

I grassi sono invece i nutrienti che più degli altri contribuiscono al senso di sazietà, preferendo sempre quelli che provengono dall'olio extravergine di oliva, dalla frutta secca e dall'olio di semi.

Le proteine comunque si configurano come un nutriente importante per sostenere una migliore composizione corporea e il dimagrimento perché necessitano di più energia per il loro metabolismo. 

Se ti interessa una alternativa alle whey di origine vegetale ti suggeriamo ad esempio quelle del riso di Haya Labs, le All Natural Rice Protein (https://www.healthintegratori.it/all-natural-rice-protein-454g.html)

La differenza tra le proteine del siero e la caseina?

La caseina è una proteina di qualità che risulta più digeribile rispetto le proteine del siero che spesso sono causa di allergie e intolleranze. La differenza principale è che queste ultime vengono assorbite in modo molto più rapido e gli aminoacidi entrano quindi in circolo immediatamente, risultando reperibili per necessità energetiche e per la sintesi muscolare. 

La caseina (come la Elite Casein della Dymatize https://www.healthintegratori.it/elite-casein-1-8-kg.html) invece prevede un rilascio differenziato nel plasma dei propri aminoacidi risultando un prodotto molto più utile per un'assunzione lontana dai pasti, per coprire le ore di digiuno ad esempio quelle della notte.

Integratori per atleti over 40

integratori over 40

La soglia dei quarant'anni è tipicamente utilizzata per distinguere e riconoscere la categoria degli atleti cosiddetti senior. A seconda della condizione fisica si possono ottenere risultati importanti e soddisfacenti anche nella fase più matura della vita a patto di rispettare alcuni requisiti specifici in termini di alimentazione e di integratori, a sostegno di una schiera sempre più nutrita di appassionati "over".

Le proteine rappresentano gli elementi più importante nella dieta dello sportivo perché servono non solo come nutrimento muscolare ma anche per la sintesi degli enzimi, delle molecole che trasportano i nutrienti, degli anticorpi, dei trasmettitori e del sistema ormonale. 

La soglia minima suggerita di 0,8 g appare insufficiente per sostenere il metabolismo, la potenza della massa, seppure adatta quantomeno per prevenire carenze di azoto.

Calorie e proteine: come cambia il fabbisogno con l'eta

Per quanto riguarda le calorie, l'atleta di mezza età necessita di un apporto sicuramente inferiore rispetto allo sportivo di età più giovane ma il fabbisogno proteico invece incrementa in proporzione perché risulta necessario contrastare il catabolismo della muscolatura che avviene in maniera spontanea a partire dai 35 anni. 

Si tratta di valori indicativi tuttavia il fabbisogno proteico andrebbe ragionato soprattutto in termini di aminoacidi introdotti, stimando un fabbisogno di circa 15 g per soddisfare sia gli individui più giovani che gli sportivi più avanti con l'età. 

Per introdurre 10 g di aminoacidi (una dose da 12 grammi si può facilmente reperire integrando Amino Decanate https://www.healthintegratori.it/amino-decanate-360-gr.html) è necessario consumare 25 g di proteine animali da suddividere in cinque o sei pasti giornalieri per ottimizzare la sintesi proteica. 

L'atleta di mezza età quindi dovrebbe introdurre un etto e mezzo di proteine considerando un peso di 70 chili, andando così a integrare 2 g di proteine per ogni chilo, il doppio rispetto alla soglia minima raccomandata (suggeriamo a tale proposito un integratore specifico come Elite 100% Whey Protein della Dymatize https://www.healthintegratori.it/elite-whey-pro-908-gr.html).

Integratori specifici per gli sportivi over

Chiarito in maniera esemplificativa il fabbisogno proteico passiamo agli integratori specifici che si consigliano agli atleti senior in buono stato di salute. Il primo di questi sicuramente è la creatina che aiuta sia la forza isometrica fino ai 65 anni sia la potenza e il sostegno alla massa magra.

La creatina contrasta la perdita spontanea di massa sia da sola sia soprattutto in combinazione con un'attività fisica regolare condotta tre volte a settimana.

L'HMB è un altro integratore naturale molto efficace per quanto riguarda il sostegno alla massa, alla forza e più in generale alla composizione corporea, anche in questo caso con risultati migliori insieme ad un allenamento con i pesi. 

Negli studi sperimentali, tale prodotto ha dimostrato di potenziare la rigenerazione della muscolatura e preservare le membrane.

Anche i carboidrati si sono dimostrati un supplemento importante a sostegno della performance dei senior, consumandone 50 g in formato liquido (ottima la Coconut Water Bio della Nutrisslim https://www.healthintegratori.it/coconut-water-bio-100g.html). 

Anche gli omega tre risultano particolarmente indicati per la salute del cuore e della muscolatura in generale deigli over 40.

Vuoi aumentare i muscoli? Ecco perchè dovresti provare il Vitargo

vitargo come usarlo

Il Vitargo è un supplemento naturale dedicato agli sportivi con una formula ricca di carboidrati a rapidissima assimilazione. È un integratore perfetto per reintegrare il glicogeno muscolare ricavato molto spesso dell'amido di mais, dell'orzo o delle patate e finalizzato al sostegno energetico di tutti gli atleti. 

Si tratta di una formula coperta da brevetto considerata di eccezionale qualità e caratterizzata da un alto indice glicemico, che incentiva l'insulina e favorisce l'ingresso cellulare dei nutrienti e degli aminoacidi che possono raggiungere con maggiore efficacia e spinta la muscolatura. 

Quella appena descritta è una caratteristica molto importante nel recupero e per gli atleti che si dedicano all'accrescimento muscolare ma anche come sostegno energetico per chi si allena e compete in altre discipline.

Vitargo integratore in polvere per la massa

Questo prodotto (ad esempio il Vitargo Pure https://www.healthintegratori.it/vitargo-pure-2kg.html) è utilizzato spesso insieme alle proteine del siero di latte per una miscela potente ed efficace nella fase del post workout al fine di approfittare della nota finestra anabolica. Viene spesso sfruttato anche con la creatina per migliorare il ripristino dell'energia e le scorte muscolari ed epatiche di glicogeno che vengono esaurite rapidamente in caso di prestazioni fisiche molto intense. 

Dopo gli allenamenti più impegnativi, una formula di Vitargo si configura come un supporto molto efficace e a rapida azione. Un prodotto come Vitargo Carboloader della Quamtrax https://www.healthintegratori.... risulta molto adatto per tutti gli sportivi che cercano un incentivo anabolico al fine di attivare tutti i processi chimici legati alla riparazione e alla rigenerazione cellulare. Insieme alla creatina questi integratori ne favorisce gli effetti ergogenici garantendo un migliore ingresso dei nutrienti attraverso le membrane.

Come assumere il Vitargo: interessanti sinergie

Oltre alle sinergie che abbiamo descritto brevemente insieme alle proteine del latte e alla creatina, è possibile associare il Vitargo (ad esempio il Vitargo 900 grammi ad alto peso molecolare della Scitec Nutrition https://www.healthintegratori.it/vitargo-900-gr.html) a tutti i prodotti con azione simile all'insulina ad esempio il fieno greco, l'acido lipoico e la taurina. 

Si tratta di combinazioni molto adatte alle fasi anaboliche ma è molto importante osservare i dosaggi suggeriti nelle etichette dei vari prodotti. Per tutti gli atleti che soffrissero di qualche patologia o assumessero farmaci è fondamentale rivolgersi al proprio specialista per scongiurare qualsiasi effetto collaterale.

Per tutti gli atleti natural, l'assunzione di tale supplemento (si veda ad esempio il Natural Vitargo XS della Natroid https://www.healthintegratori.... puro al 100%) durante la fase di crescita può risultare determinante osservando un bilancio calorico positivo, un principio imprescindibile per sostenere l'aumento della massa magra cercando allo stesso tempo di circoscrivere l'aumento adiposo anche grazie a una programmazione attenta dell'allenamento.

Tuttavia l'eventuale accumulo sarà poi trattato nella successiva fase di cutting e agevolato a sua volta da una integrazione mirata.

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