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Integratori di glutammina e OKG per la massa muscolare

Integratori di glutammina e OKG per la massa muscolare

Gli integratori sono ormai considerati importantissimi per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo di tipo estetico o sportivo oltre che per completare la normale alimentazione, salvaguardando il fisico da pericolose carenze. 

Nonostante si tratti di un argomento particolarmente fertile a divergenze di opinioni e contrasti, ci sono alcuni prodotti che più di altri stanno destando attenzione e interesse e tra questi ci occupiamo oggi della glutammina. 

Da almeno 10 anni i laboratori hanno iniziato ad interessarsi a nuove formule di aminoacidi che potessero garantire benefici superiori rispetto ai soli e soliti ramificati e la glutammina rappresenta proprio un aminoacido dalle notevoli potenzialità.

Integratore glutammina, aminoacido non essenziale ma fondamentale per gli atleti

Stiamo parlando di un aminoacido non essenziale che quindi il nostro corpo può sintetizzare autonomamente ma spesso proprio per questo siamo più abituati a trascurarne l'integrazione con l'errata convinzione che l'organismo posso produrre a sufficienza rispetto il fabbisogno del singolo individuo. Se questo può essere anche vero in un soggetto che conduce una vita sedentaria, sicuramente non può esserlo per un atleta.

La glutammina rappresenta ben il 65% di tutti gli aminoacidi muscolari nonché quello più diffuso nel sangue e l'unico capace di attraversare le membrane del cervello e il midollo spinale prima di essere convertito in acido glutammico, il carburante che tiene viva la concentrazione e la lucidità mentale. La glutammina infatti ripulisce il nostro corpo dall'ammonio che quando è presente in quantità genera uno stato di torpore. 

La glutammina inoltre ha un importante ruolo positivo nel metabolismo degli zuccheri e aiuta il cervello ad avere sempre le giuste scorte di energia per funzionare correttamente anche quando si pratica esercizio fisico.

Essa inoltre interviene sul senso di sazietà, importante quando si segue una dieta ipocalorica, tiene a freno gli sbalzi di insulina e in questo modo contiene la fame. Un'integrazione a basse dosi di glutammina aiuta ad aumentare i livelli di GH in maniera duratura ma non eccessiva, scongiurando gli effetti indesiderati come l'iperglicemia. 

Puoi aumentare la sua concentrazione anche con un prodotto come quello formulato da Pharmapure, Glutammina Kyowa https://www.healthintegratori....

Glutammina e OKG per i muscoli e la mente degli sportivi

Quando la glutammina scarseggia, le cellule muscolari tendono ad asciugarsi andando in uno stato di insufficiente idratazione che produce inesorabilmente catabolismo.

Benefica per il fegato, la glutammina è utile anche per il sistema immunitario. Per quanto riguarda lo sport nello specifico, l'esercizio fisico da solo può aumentare i livelli di glutammina il cui livello tende poi a diminuire dopo qualche ora per via dello stress. 

Verificando attraverso prelievi di sangue la concentrazione di glutammina possiamo calcolare se stiamo conducendo allenamenti troppo stressanti. 

Tanti studi dimostrano che un supplemento base di glutammina (come Glutammina di Isatori da 400g https://www.healthintegratori.it/glutammina-kyowa-400-gr.html) durante e dopo il workout può rallentare i fenomeni catabolici e stimolare la sintesi proteica.

Per quanto riguarda l'OKG (prova OKG ornitina di Eurosup https://www.healthintegratori.it/okg-ornitina-50-cps.html) anche questo integratore favorisce la salute muscolare attraverso la sua attività anticatabolica e garantendo altresì il trasporto della glutammina. 

L'OKG inoltre promuove lo smaltimento delle tossine e in particolare dell'ammoniaca attraverso i reni e sembra esercitare anche di una azione anabolica incrementando in maniera significativa i livelli di insulina e del fattore di crescita IGF1. 

Per questo motivo come la glutammina anche l'OKG è un integratore consigliato per gli sportivi sia di forza che di resistenza, come sostegno fisico e mentale, dosando ad esempio 5 g di glutammina durante il workout e altri 5 al termine; per quanto riguarda l'OKG il dosaggio dovrebbe prevedere circa 2 g di prodotto stomaco vuoto di cui una parte nel post allenamento e un'altra parte prima di addormentarsi la sera.

Rinforzare il sistema immunitario, ecco cosa possiamo fare

Rinforzare il sistema immunitario, ecco cosa possiamo fare

Mai come in questa stagione è importante rinforzare il proprio sistema immunitario per ridurre le possibilità di contrarre virus e altri generi di malattie. Vogliamo ripassare quindi insieme le migliori strategie di prevenzione che sono in linea con quanto suggerito dagli esperti.

Per quanto riguarda il nostro comportamento, su cui abbiamo il pieno controllo, è estremamente importante il lavaggio delle mani, che rappresenta il metodo più consolidato ed efficace per prevenire le infezioni respiratorie. 

Basta della semplice acqua e del sapone, con cui strofinarsi le mani per almeno 20 secondi. Questo il metodo migliore per ridurre i germi ma in caso l'acqua non sia disponibile, i disinfettanti per le mani a base alcolica con almeno il 60% di alcol sono formulati appositamente per ridurre la diffusione delle infezioni. 

È importante evitare prodotti che tra gli ingredienti menzionano il triclosan che è un agente chimico che altera i nostri ormoni.

In caso di tosse o raffreddore è importante non starnutire e non tossire nelle mani ma in un fazzoletto o nel braccio. È fondamentale altresì non toccarsi il viso quindi occhi, naso e bocca con mani non lavate perché in questo modo forniremo al virus una via d'ingresso particolarmente agevole nel nostro corpo. 

Dato che la media statistica ci dice che ogni individuo si tocca il viso almeno 15 volte ogni ora è importantissimo fare attenzione.

Inoltre è utile pulire e disinfettare le superfici che si toccano più di frequente, soprattutto se qualcuno è ammalato. Parliamo di telefoni, tastiere, maniglie delle porte, telecomandi e le altre superfici come quelle del bagno e della cucina che vengono più spesso a contatto con le mani.

Per quanto riguarda lo stile di vita, anche qui fortunatamente possiamo intervenire in prima persona da protagonisti anche se non sempre è facile ridurre lo stress cronico che è una causa importante di alterazione del nostro sistema immunitario. 

Per quanto riguarda il sonno bisogna dormire con continuità spegnendo gli schermi, in un ambiente fresco, buio e silenzioso, cercando di coricarsi sempre alla stessa ora. L'igiene del sonno, così come vengono definite queste regole, è fondamentale per la salute. La melatonina può aiutare la qualità del sonno https://www.healthintegratori....

L'attività fisica regolare aiuta a rinforzare il sistema immunitario, ad aumentare la presenza dei globuli bianchi e degli anticorpi e a migliorare le proprie capacità di recupero sia fisico sia mentale.

Per quanto riguarda l'alimentazione, le ricerche indicano che una dieta ricca di frutta e verdura dai colori vivi migliora l'immunità: si consigliano almeno 10 porzioni al giorno compresi alimenti che contengono probiotici e verdure fermentate. Ecco qui un ottimo multivitaminico per introdurre tutto ciò che serve, soprattutto quando si pratica attività fisica https://www.healthintegratori....

Bisogna ricordare che i medicinali da banco trattano solo i sintomi delle infezioni e non aiutano il sistema immunitario a contrastarle. Quando cerchiamo di combattere infezioni come quelle che preoccupano la maggior parte della popolazione in questo periodo è fondamentale bere molti liquidi, che comprendono acqua naturale, brodo di verdura o di ossa, tisane e bevande calde che contrastano la disidratazione e migliorano i sintomi, all'occorrenza arricchite di menta, zenzero, curcuma, eucalipto, camomilla, limone, miele e cannella. Ottimo anche un integratore di vitamina C come https://www.healthintegratori....

I migliori integratori in caso di influenza

I migliori integratori in caso di influenza

Esistono molte molecole di origine vegetale e integratori che aiutano il sistema immunitario e contribuiscono a ridurre i sintomi quando siamo malati, accelerando il decorso e quindi la guarigione. 

Ci sono alcuni integratori che meglio di altri possono aiutarci a prevenire e trattare le infezioni virali delle vie respiratorie superiori come quelle che caratterizzano come non mai il periodo attuale.

Il primo di questi integratori è sicuramente l'acido ascorbico, meglio noto come vitamina C https://www.healthintegratori.... che contribuisce a prevenire l'infezione da batteri e virus. Utilizzata regolarmente diminuisce la durata del raffreddore e a dosi più elevate può essere sfruttata come antistaminico e antinfiammatorio.

La vitamina B è molto importante per il sistema immunitario e tanti studi hanno dimostrato una sua correlazione nella riduzione dei rischi di influenza e raffreddore. 

Tuttavia si osserva anche che un'elevata percentuale di popolazione ne risulta carente e quindi l'integrazione giornaliera offrirebbe un'ottima protezione per tutti, idealmente come vitamina D3 https://www.healthintegratori.it/d3k2-2000iu-90cps.html.

La vitamina A invece è consigliata per un utilizzo a breve termine e destinata a chi manifesta carenza: la sua integrazione è utile per combattere l'infezione, in particolare nelle patologie respiratorie.

Lo zinco https://www.healthintegratori.... è un supplemento molto utile per rinforzare il sistema immunitario, ridurre la frequenza delle infezioni e la loro durata: se viene assunto entro ventiquattr'ore dall'inizio della malattia, riduce anche l'entità del raffreddore. 

Il selenio è un altro elemento chiave per le nostre protezioni interne nonché un potente antiossidante che rinforza le difese nei confronti di batteri, virus e tumori. Si può ottenere consumando anche alimenti come le noci del Brasile.

Il miele è un ottimo emolliente che aiuta ridurre il bruciore e le infiammazioni alle mucose, con caratteristiche antiossidanti e antimicrobiche. Molto utile in caso di tosse e/o mal di gola può essere aggiunto ad un semplice tè caldo. 

Il sambuco sotto forma di estratto o sciroppo riduce la durata e l'entità delle influenze, aiuta a prevenire le infezioni e i sintomi ma è necessaria cautela in caso di malattia autoimmune per via del suo effetto stimolante nei confronti del sistema immunitario stesso.

L'aglio fresco, invecchiato e sotto forma di integratore è ottimo per ridurre le infezioni virali e prevenirle. I Probiotici ricchi di batteri buoni aiutano a supportare la salute intestinale e regolare il sistema immunitario, riducendo il numero di infezioni anche nei bambini.

Come per tutti gli integratori parliamo di prodotti sicuri per la salute nell'ambito del loro modalità di utilizzo ma in caso di patologie preesistenti, dubbi o di concomitante utilizzo di farmaci è fondamentale consultarsi con il proprio specialista per scongiurare qualsiasi effetto indesiderato.

Una moderata e regolare attività fisica, una dieta equilibrata e l'utilizzo di integratori rappresenta una sinergia importante per tutelare la proprio salute e prevenire eventuali patologie.

Questo integratore contrasta le infiammazioni e allunga la vita: scopri cos'è

Lo zafferano indiano meglio noto come curcuma è una pianta perenne diffusa da anni anche nelle nostre cucine come ingrediente più noto nella miscela del curry, importato dalla tradizione asiatica. La curcuma è utilizzata come colorante naturale e condimento per verdure e carni ed è una delle spezie preferite dai giapponesi, non solo per il gusto molto particolare ma anche per le sue qualità che generano risvolti molto positivi sul nostro benessere. 

In primo luogo si è osservato che le popolazioni che utilizzano curcuma hanno una minore incidenza di malattie degenerative e un'aspettativa di vita più lunga rispetto alla media. Tuttavia sarebbe fin troppo semplice ricondurre tutto al solo utilizzo di questa spezia che comunque presso questi popoli è inserita in un regime alimentare ipocalorico, a basso indice glicemico, pochi grassi saturi e ricco di pesce e di soia.

Curcuma, tutti i benefici per il nostro corpo

Per quanto riguarda la curcuma nello specifico oltre a essere ottimo ingrediente sinergico insieme a omega tre e fito estrogeni, essa è in grado di attivare i geni protettivi che intervengono sull'aumento della longevità e sulla buona salute. 

Questa preziosa spezia è ben nota nella medicina ayurvedica come depurativo, digestivo e ottimo trattamento per infezioni, artrite, dissenteria e disturbi epatici di varia natura. 

Anche la medicina cinese conosce molto bene la curcuma che utilizza per problemi legati al fegato, alla cistifellea, disturbi mestruali, congestioni, emorragie, mal di denti, ulcere e contusioni. 

Tanti studi hanno correlato le potenzialità della curcuma come meccanismo di prevenzione e cura dei tumori, risultando un elemento particolarmente sicuro e privo di effetti collaterali fino a dosi che raggiungono i 10 g.

Per quanto riguarda la sua capacità antinfiammatoria, la curcuma migliora i recettori al cortisolo e quindi la sua attitudine è paragonabile agli ormoni simili al cortisone che il nostro corpo produce: in questo modo il cortisolo resta più basso e viene tenuto sotto controllo il processo di invecchiamento. 

La curcuma ha un effetto benefico anche a livello cardiovascolare grazie alla sua qualità antiaggregante con una efficacia pari a quella dell'aspirina, provvedendo inoltre ad abbassare i livelli di colesterolo.

Come assumere la curcuma

Sembra inoltre che la curcuma sia molto positiva anche per l'efficienza cerebrale e immunitaria.

Il modo più semplice per assumerla è sotto forma di spezia ma per utilizzare la curcuma in dosaggi mirati all'esplicazione degli effetti descritti, esistono integratori alimentari e miscele che contengono insieme alla curcuma anche la piperina, che ne aumenta considerevolmente la biodisponibilità. 

Suggeriamo come prodotto puro la Curcuma Powder di Haya Labs da 100 grammi https://www.healthintegratori.... e come miscela arricchita di piperina la Curcumin Plus della Genetic Nutrition https://www.healthintegratori.... o ancora la Gold Standard Curcuminoids delal Scitec Nutrition https://www.healthintegratori.it/gold-standard-curcuminoids-60-cps.html.

Acido lipoico come antiage e booster muscolare

Conosciamo l'acido lipoico soprattutto per le sue qualità antiossidanti ma studi recenti stanno mettendo in luce sempre più spesso la sua capacità di migliorare notevolmente i risultati in termini di aumento massa e nella riduzione dei tessuti grassi per andare a costituire una ottimale composizione corporea. 

Sicuramente gli integratori antiossidanti risulteranno tra i più importanti in assoluto negli anni a venire, sia per il discorso dell'invecchiamento sia per migliorare il metabolismo, tuttavia è decisamente degna di interesse questa molecola anche perché capace di diminuire la massa grassa e da aumentare i muscoli.

L'acido lipoico è in effetti un potente agente regolatore dei depositi di glucosio con un effetto che imita quello dell'insulina con parecchie conseguenze. Ragioniamo spesso in termini di anabolismo e catabolismo, riconducendo quest'ultimo alla responsabilità del cortisolo. In realtà i danni più significativi non dipendono dall'allenamento ma da una forma di catabolismo determinata dal glucosio, la cosiddetta glicazione.

Il fenomeno della glicazione

Questo fenomeno si realizza quando porzioni di glucosio vanno a reagire con le proteine dei tessuti creando danni che sono proporzionali alla glicemia e determinano un rapido invecchiamento dei tessuti, soprattutto nei diabetici che vivono costantemente una condizione di glicemia elevata. Inoltre si ritiene che questa situazione vada a favorire l'aterosclerosi e problemi ai reni, classiche complicazioni del diabete.

Le proteine del collagene ed altre proteine sempre appartenenti ai tessuti risultano quindi sempre più denaturate e danneggiate. Se si riesce invece a mantenere costante il livello della glicemia, abbiamo trovato la chiave per rimanere giovani e migliorare la propria qualità di vita. 

L'acido lipoico può prevenire lo sviluppo di tutte le complicazioni del diabete e la stessa glicazione, consentendo di risparmiare le proteine, oltre ad offrire importanti benefici attraverso la sua qualità antiossidante e ipoglicemica.

Se cerchi acido lipoico ad alto dosaggio invitiamo provare Ala 600 Force Time Release https://www.healthintegratori.... ottimo sia come antiossidante che come sostegno al contenimento dell'insulina.

Le caratteristiche dell'acido lipoico

Ricerche più recenti hanno correlato l'acido lipoico a un effetto modulatore sul metabolismo aumentando l'energia disponibile e migliorando i processi di recupero. Questa molecola riduce i danni conseguenti alla glicazione e consente di risparmiare proteine producendo una attività anticatabolica. Ma vediamo più nello specifico il fenomeno della glicazione.

Questa attività si verifica nel sangue che tendenzialmente acidifica il proprio Ph e quindi i tessuti per via dell'acido lattico generato durante l'attività fisica oppure l'eccessiva assunzione di cibi acidi. Queste reazioni possono avvenire anche in presenza di chetosi quando le diete sono troppo povere di carboidrati. 

In tali condizioni alcune cellule muoiono ma non vengono rimpiazzate accelerando i processi di invecchiamento: il catabolismo viene così ulteriormente amplificato andando a configurare la tipica perdita di massa a partire da una certa età in poi. 

Per quanto riguarda gli atleti tali processi favoriscono gli infortuni e non stimolano i processi di riparazione per cui i danni si accumulano andando a debilitare l'organismo gradualmente.

Negli ultimi anni i culturisti sono sempre più interessati a mantenere regolari i livelli di glucosio nel flusso ematico utilizzando integratori a base di cromo piccolinato ad esempio, sia per favorire lo stimolo anabolico, sia per degradare più velocemente i grassi. 

Puoi provare l'acido lipoico in capsule come quello della San Nutrition https://www.healthintegratori.... da deglutire con un abbondante bicchiere d'acqua prima dei pasti per ridurre l'accumulo dei lipidi. L'acido lipoico è contenuto anche nella miscela Iso Sensation 93 Ultimate https://www.healthintegratori.it/iso-sensation-93-2-2-kg.html,una proteina in polvere isolata a freddo attraverso processi meccanici.

​ Eliminare il glutine dalla dieta, una scelta di benessere

​  Eliminare il glutine dalla dieta, una scelta di benessere

Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta della celiachia, una severa intolleranza a una proteina contenuta nel glutine che è presente nella maggior parte dei cibi realizzati con cereali; ma non tutti conoscono la sensibilità al glutine, una sindrome dove sono assenti i gravi sintomi della celiachia ma che corrisponde comunque a un'infiammazione cronica che può trasformarsi nella sindrome da intestino irritabile e nella sindrome da intestino permeabile.

Le molecole che non vengono digerite correttamente entrano nel sangue e favoriscono la nascita di malattie autoimmuni: questa reazione immunitaria aumenta l'infiammazione che a sua volta incrementa l'insulino resistenza, l'aumento adiposo e un circolo vizioso che inevitabilmente conduce al sovrappeso.

Frumento raffinato e infiammazione

Se riflettiamo su quanti alimenti contengono glutine quotidianamente sulle nostre tavole, dalla pasta al pane, dai prodotti da forno alla pizza, dolciumi, cereali e così via, è giusto anche evidenziare come il principale responsabile sia il frumento, soprattutto quello moderno, che a seguito di ibridazioni, tecniche di bioingegneria ed altri trattamenti con radiazioni registra un contenuto di glutine decine di volte superiore rispetto al grano coltivato nella prima metà del secolo scorso. In effetti i nostri antenati e già i nostri nonni non manifestavano paragonabili problemi di intolleranza.

Per i tuoi snack senza glutine però oggi puoi scegliere una barretta come la Zero Bar Bio Tech USA https://www.healthintegratori.... che non contiene questo allergene ed è anche priva di lattosio e di zuccheri aggiunti e aiuta a ridurre il rilascio di cortisolo e a conservare la massa muscolare. 

Se vuoi nutrire al meglio i tuoi muscoli, puoi optare per una proteina come la Pure Form Vegan https://www.healthintegratori.... che è realizzata da fonti proteiche vegetali differenti per garantirti il completo corredo di aminoacidi. 

Si tratta di un prodotto adatto sia agli atleti che stanno cercando l'aumento della massa muscolare, sia a chi si trova nell'ambito di una dieta ipocalorica per conservare al meglio i muscoli e non perdere tono. 

Un altro goloso ingrediente per i tuoi spuntini è sicuramente il burro di arachidi come il FitWhey Peanut Butter https://www.healthintegratori.... dato che le arachidi sono particolarmente ricche di proteine e agiscono come precursori dell'ossido nitrico e dell'ormone della crescita.

Il consumo eccessivo di farina di frumento raffinato è una causa alla base dell'infiammazione che conduce all'aumento di grasso e al sovrappeso, spesso difficilmente risolvibile con le classiche diete ipocaloriche se l'assunzione non viene sospesa. 

D'altra parte non è semplice rinunciare al pane e alla pasta perché il glutine genera una sorta di effetto simile all'oppio, per via di una sorta di morfina contenuta che interagisce generando una falsa sensazione di benessere nel nostro cervello. 

Una soluzione può essere quella di indirizzarsi verso prodotti equivalenti e privi di glutine, dal grano saraceno al riso integrale, valutando come alternativa intermedia la scelta dei grani antichi che ne contengono molto meno e possono essere utilizzati per togliersi lo sfizio di un classico piatto di pasta.

Perché in alcune zone del corpo il grasso è più difficile da eliminare

Perché in alcune zone del corpo il grasso è più difficile da eliminare

Chiunque abbia sperimentato l'aumento di peso e il seguente tentativo di dimagrire, si sarà certo accorto che ci sono delle zone del corpo dove il tessuto adiposo si sviluppa più facilmente ed è anche più difficile da eliminare. Queste zone però non sono le medesime per tutti i soggetti perché alcune persone accumulano più facilmente nella regione addominale, altri invece nelle cosce e nei glutei: ogni persona può avere le proprie ubicazioni di grasso tipiche.

Qual è la causa di questa differente distribuzione del grasso? I maggiori responsabili sono certo gli ormoni e le evidenze scientifiche nonché l'esperienza pratica ci dimostrano che una morfologia di tipo androgeno caratterizzata da una maggiore presenza di testosterone risulta più predisposta all'accumulo di adipe addominale mentre una morfologia più ricca di estrogeni come quella ginoide è più propensa ad accumulare sui glutei e sulle cosce.

Come trattare l'adipe localizzato

La domanda diventa quindi: come fare a bruciare questo grasso intervenendo sulla funzione ormonale che ne risulta principale causa? Sicuramente esistono alcuni prodotti a supporto come Brutalcuts https://www.healthintegratori.... che aumentano il metabolismo e inibiscono l'appetito. 

Ma analizziamo in primo luogo il ruolo dell'ormone della crescita, un ormone anabolico con capacità lipolitiche la cui secrezione aumenta in condizioni di ipoglicemia e durante le ore notturne.

Per favorire la sua secrezione e ottenere e massimizzare l'effetto di lipolisi, potremo andare a limitare o escludere i carboidrati nel pasto serale, intervenendo in modo piuttosto semplice. 

Ecco perché alcuni culturisti decidono di non consumare carboidrati dopo le 18 per migliorare la loro definizione nel periodo prima di una gara: tuttavia la realtà non può essere semplificata esattamente così e risultare ugualmente efficace per chiunque. 

Ad ogni modo puoi trattare alcune zone a livello localizzato con prodotti ad uso topico come Lipo Fosfatidilcolina Gel https://www.healthintegratori.... specifico per soggetti ginoidi.

Bisogna tenere conto anche delle tempistiche di assunzione del cibo: a parità di apporto calorico, già dagli anni 70, alcuni studiosi avevano notato che a seconda dell'orario di assunzione degli alimenti il calo ponderale risultava diverso. 

In particolare era stata studiata una dieta monopasto da 2000 calorie su soggetti normopeso notando che l'assunzione mattutina provocava un calo ponderale mentre non si verificavano effetti sul peso se la somministrazione avveniva nelle ore della sera. 

Negli anni 80 si era scoperto che nel caso di soggetti affetti da obesità la somministrazione serale del singolo pasto giornaliero da 600 calorie realizzava un calo ponderale superiore rispetto all'assunzione mattutina.

Le scoperte più recenti che hanno studiato il rapporto tra sistema nervoso centrale, quello endocrino e l'alimentazione hanno fornito indicazioni sempre più precise sulla migliore distribuzione e composizione dei pasti per influenzare il peso e nello specifico intervenire su determinate zone del corpo a seconda della situazione endocrina di ogni individuo. In tutti i casi puoi tenere sotto controllo la fame sfruttando le proprietà della sinefrina come quella prodotta da Haya Labs https://www.healthintegratori....

Distribuzione dei nutrienti per l'individuo ginoide e quello androide

Ecco alcune considerazioni in merito alla morfologia dell'individuo. 

La disposizione del grasso ci consente di individuare un soggetto ginoide o androide, come detto all'inizio di questo articolo, dove la forma ginoide ha un metabolismo rallentato dei grassi e tende quindi a bruciare poco adipe mentre nella forma androide la tendenza è quella di costruire molti grassi. 

L'abitudine che abbiamo menzionato di mangiare carboidrati al mattino e limitare il pasto serale alle proteine, favorisce la secrezione del GH notturno e la lipolisi ma questo vale soprattutto per i soggetti che fanno fatica a bruciare grassi, come quelli ginoidi.

Per quelli invece che tendono a costruire molto grasso, considerando che tendenzialmente presentano un cortisolo alto è meglio agire diversamente, riservando le proteine al mattino poiché non ci sono rischi di crisi ipoglicemica e inserendo i carboidrati alla sera per favorire il sonno quando con il cortisolo basso non c'è rischio di stimolare eccessivamente l'insulina.

Digiuno intermittente: ecco quando conviene e quando no

Numerosi studi scientifici condotti sull'uomo quasi ad ogni livello hanno dimostrato nel corso degli anni che il digiuno intermittente è una pratica sicura ed efficace ma non necessariamente meglio di qualsiasi altra dieta. 

Un aspetto che non si considera spesso è che un numero sempre crescente di ricerche suggerisce che il tempismo del digiuno risulti fondamentale nell'ottica di una perdita di peso e anche nella prevenzione di malattie come il diabete. 

La perdita di peso è ricercato da tempo attraverso diversi approcci ma il digiuno intermittente è diventato piuttosto noto partire dal 2012 grazie ad un documentario televisivo e alcune pubblicazioni, generando un dibattito sempre più positivo man mano che gli effetti benefici si diffondevano.

I principi del digiuno intermittente: ecco perché funziona

Il cibo di cui ci nutriamo viene suddiviso in molecole sempre più semplici dagli enzimi e finisce al termine del processo nel flusso ematico (per tenere sotto controllo la mole di zucchero nel sangue prova Blood Sugar Support https://www.nutritioncenter.it/blood-sugar-support-60cps.html)

Per quanto riguarda i cereali raffinati, come quelli rappresentati dal riso e dalle farine bianche, essi vengono scomposti e utilizzati dalle cellule per produrre energia. Quando però le cellule non utilizzano completamente questo materiale esso viene immagazzinato come fonte di riserva nei trigliceridi. 

Lo stimolo che consente l'ingresso dello zucchero nelle cellule viene fornito dall'insulina, un ormone che favorisce l'accumulo di grasso quando il glucosio è alto. 

Tra un pasto e il successivo i livelli dell'insulina diminuiscono e le cellule di grasso possono rilasciare lo zucchero immagazzinato da utilizzare come energia. Quindi se lasciamo scendere i livelli di insulina è più facile perdere peso ed in effetti si tratta di un'idea che sta alla base del digiuno intermittente per consentire all'insulina di scendere a livelli abbastanza bassi da consentire l'utilizzo dei grassi per finalità energetiche.

Digiuno intermittente: si ma non per tutti

Confrontando studi in cui i soggetti si sono nutriti a giorni alterni con altri in cui i soggetti hanno semplicemente mangiato meno ogni giorno, si sono ottenuti risultati equiparabili in termini di perdita di peso anche se i giorni di digiuno sono stati più difficili da osservare e quindi, un approccio equilibrato potrebbe essere quello di attenersi ad una dieta, senza necessariamente dover digiunare.

Un altro approccio recente suggerisce che il digiuno intermittente è decisamente più efficace e sostenibile se associato a una dieta a base soprattutto vegetale e osservando i cicli ormonali legati al giorno e al sonno della notte.

Il consumo notturno di cibo in effetti è generalmente correlato a un rischio più elevato di obesità e di diabete. Gli esperti di metabolismo (che può essere stimolato dalla Sinefrina come quella di HayaLabs https://www.nutritioncenter.it/synephrine-20mg-100cps.html) suggeriscono quindi un digiuno basato sul ritmo circadiano dove il cibo viene ingerito nell'arco di otto ore massimo dieci ore durante tutto il giorno per risultare efficace. 

Questo tipo di digiuno intermittente in combinazione con una dieta equilibrata e uno stile di vita sano può risultare molto efficace sul miglioramento della composizione corporea e sulla perdita di peso specialmente nei soggetti a rischio di diabete. 

Quella del digiuno intermittente è una strategia da praticare per periodi limitati nel tempo che non necessariamente è benefica per tutti i soggetti. Gli atleti ad esempio potrebbero non ottenere risultati sistematicamente da questo tipo di approccio, pur senza negare che una programmazione equilibrata potrebbe sortire anche qualche risultato positivo. 

In effetti non esistono regole assolute a tale riguardo, il digiuno intermittente può essere praticato nelle sue varie declinazioni ma solamente per i soggetti che possono trarne un vero beneficio. Se vuoi provare una potente miscela bruciagrassi ti suggeriamo Brutalcuts della Mistik Nutrition https://www.nutritioncenter.it/brutalcuts-100cps.html.

Melatonina, non solo per addormentarsi meglio

melatonina

Chi viaggia spesso probabilmente conosce già molto bene qualche proprietà della melatonina, capace di contenere gli effetti del cambio di fuso orario: quello appena descritto è uno degli utilizzi più diffusi e noti di questa straordinaria molecola.

Nello specifico stiamo parlando di un ormone che viene generato dalla ghiandola pineale del cervello umano e che dal punto di vista chimico proviene dal triptofano, un aminoacido che viene poi trasformato in serotonina, precursore della melatonina stessa. Esistono in commercio integratori come Melatonin Forte che ne aumentano la concentrazione endogena > https://www.healthintegratori....

Melatonina per i disturbi del sonno

Il suo ruolo biologico principale è scandire i ritmi del corpo e di tutti gli ormoni: viene prodotta quasi esclusivamente nelle ore notturne con un picco che si verifica intorno alle due del mattino. La sua produzione è stimolata dal buio e rappresenta un segnale molto chiaro per il nostro fisico sulla necessità di dormire.

La melatonina è infatti utilizzata spesso per trattare i disturbi del sonno. Quando al mattino iniziamo a percepire la luce, il corpo smette di secernere melatonina che lascia il posto ad altri ormoni che ci aiutano a rimetterci in marcia come il cortisolo e l'adrenalina.

A partire dai 35 anni circa, ma può succedere qualche anno prima o qualche anno dopo, la produzione di questo ormone inizia a diminuire per poi dimezzarsi verso i sessant'anni. Questo potrebbe spiegare come molti anziani in effetti tendano a dormire meno. 

L'attività di questo ormone tuttavia non è limitato all'industria del sonno ma è anche uno dei più potenti antiossidanti che contrasta i radicali liberi e protegge le membrane cellulari e le proteine, prevenendo numerose malattie. La melatonina esercita la sua funzione protettiva anche a livello cerebrale intervenendo positivamente su eventuali affezioni degenerative come l'Alzheimer e il morbo di Parkinson.

Integratore melatonina per migliorare la composizione corporea e prevenire malattie

La melatonina inoltre potenzia il sistema immunitario stimolando un maggior numero di linfociti e tenendo sotto controllo il cortisolo, un ormone che tende a stimolare lo stress e a sopprimere il sistema immunitario stesso. La melatonina regola gli ormoni non solo in questo modo ma anche intervenendo su una maggiore produzione di ormone della crescita che mantiene la massa muscolare e favorisce una migliore composizione corporea a scapito dei grassi. La melatonina inoltre sostiene l'attività della tiroide e influenza la sintesi degli ormoni sessuali.

Per quanto riguarda l'aspetto vascolare la melatonina tiene sotto controllo il colesterolo e genera un'attività vasodilatante che abbassa la temperatura corporea e la pressione, gli stessi effetti che possono essere conseguiti con un integratore di melatonina in comode compresse masticabili > https://www.healthintegratori....

Per aumentare la produzione di melatonina possiamo intervenire sull'alimentazione considerando che il triptofano, il suo precursore, è presente nei cibi proteici come legumi e semi di cui la dieta deve risultare più abbondante.

Per quanto riguarda il movimento sarebbe meglio non allenarsi troppo tardi la sera se l'obiettivo è quello di aumentare la melatonina, la cui concentrazione può essere migliorata esponendosi per almeno due ore a una luce intensa di giorno e andando a dormire con le luci spente. 

La melatonina va integrata in tutti i casi in cui il corpo non può produrne abbastanza, quando ad esempio vengono introdotti troppi alcolici o caffè, con l'avanzare dell'età, con l'esposizione costante all'inquinamento e per tutti coloro che lavorano di notte; prova ad esempio la Melatonina di HayaLabs > https://www.healthintegratori....

La dieta migliore per aumentare la forza

Per riuscire a sviluppare la forza è necessario opporre una resistenza a un certo carico, sollevando ad esempio un manubrio contro la forza di gravità e tenendo in considerazione la potenza che descrive la forza in una unità di tempo.

Attraverso la potenza quindi misuriamo la forza esprimibile in un certo frangente e si tratta di un valore molto importante che consente di valutare i progressi e che può dipendere anche dallo sport praticato - ad esempio riguardare l'impatto col pallone.

Nella maggior parte delle attività sportive la potenza consente di valutare i balzi, i cambi di direzione, in funzione della forza ed è per questo che un allenamento che sviluppa questa capacità è valido per tante attività diverse. 

Un altro aspetto per cui la forza è così importante è anche nell'ottica dell'invecchiamento perché chi riesce ad arrivare ad un'età matura con più forza risulta anche meno soggetto a malattie ed infortuni.

Se la massa è fortemente correlata all'assetto ormonale, la forza - che risulta un elemento più importante dal punto di vista delle prognosi - è molto più legata all'allenamento, che prevede esercizi multi articolari con carichi adeguati e che a sua volta genera un buon impatto sugli ormoni come quello della crescita e il testosterone. 

Alimentazione per la forza, calorie e proteine

Per quanto riguarda l'alimentazione essa deve supportare un allenamento con poche ripetizioni e un elevato carico, giocando sui volumi e quindi prevedere una buona presenza di proteine (ottime quelle di Dymatize Iso 100 https://www.healthintegratori.it/dymatize-iso-100-2270-gr.html) e di carboidrati che aiuteranno i rispettivi metabolismi attivati. Per sviluppare la forza si consiglia normalmente di aggiungere dalle 200 alle 300 cal ogni tre settimane aumentando in corrispondenza i carichi in palestra. 

Sarà importante stimolare la fase anabolica e scongiurare quella catabolica con un corretto apporto di proteine, almeno 2 g per ogni chilo di peso ad elevato valore biologico che corrispondano ad almeno il 20 o 30% delle calorie complessive quotidiane. 

Questa quota può essere assunta attraverso la dieta tradizionale e gli integratori. Un gainer potrà aiutarti a raggiungere tale quota calorica, ad esempio True Mass https://www.healthintegratori....

A supporto del metabolismo non servono solo le proteine ma anche gli altri macronutrienti quindi anche grassi e carboidrati devono essere coerentemente distribuiti. 

Chi vuole sviluppare la forza deve accettare anche una certa quantità di grasso che ha la funzione tra l'altro di sollecitare i muscoli e le ossa consentendo gesti tecnici più efficaci. Quindi nel periodo di forza bisogna lasciare da parte il sogno degli addominali in evidenza e rimanere generosi sull'apporto di calorie.

Un'attenzione particolare va rivolta ai carboidrati da gestire per quanto riguarda lo stimolo insulinico che è un potente ormone anabolico e che possono essere utilizzati in forma semplice nel post allenamento per migliorare l'assimilazione della creatina e degli aminoacidi (è lo stesso principio utilizzato da Cell Tech Pormance Series https://www.healthintegratori.it/cell-tech-performance-series-1-4-kg.html), mentre i complessi mantengono stabile la glicemia e minimizzano il catabolismo.

Allenarsi per dimagrire: aerobica a bassa o alta intensità?

Gli allenamenti che si prolungano nel tempo sono sicuramente molto utili per esaurire il glicogeno ma anche nell'ottica di un dimagrimento localizzato. Tra i cultori dell'allenamento si apre ancora una volta una diatriba tra due correnti di pensiero contrapposte: da una parte coloro che sostengono che per bruciare i grassi l'allenamento necessario è quello a bassa intensità per un lungo periodo perché altrimenti l'elevata intensità tenderebbe a bruciare gli zuccheri anziché l'adipe.

La seconda corrente di pensiero ammette che durante l'allenamento a bassa intensità condotto per un lungo periodo si bruciano più grassi a scopo energetico ma bisogna anche tenere in considerazione che l'allenamento ad alta intensità stimola gli ormoni come le catecolamine e l'ormone della crescita che quello a bassa intensità non riesce a promuovere. 

Consumo di grassi durante e dopo il workout, cosa cambia in funzione dell'intensità dell'attività fisica

Nel post-workout quindi l'ossidazione dei lipidi è correlato all'intensità dell'esercizio e alla secrezione di questi ormoni che abbiamo citato. In particolare l'ormone del GH è il miglior utilizzatore di grassi dopo l'attività fisica.

Anche se un workout a bassa intensità favorisce una superiore ossidazione dei tessuti adiposi dopo l'esercizio non determina un consumo superiore degli stessi. Puoi aumentare il metabolismo anche aiutandoti con un supplemento naturale, a tale proposito ti consigliamo di provare Diablo Fat Bruner https://www.healthintegratori....

Quindi cosa conta se durante il workout bruciamo meno grassi se poi ne bruciamo di più nel post-workout considerando lo stimolo degli ormoni lipolitici? Questo conta molto per il dimagrimento localizzato! 

Le catecolamine con il loro effetto vasocostrittore inibiscono la possibilità di un dimagrimento spot e il loro effetto sulla ossidazione dei grassi post-workout è reale ma riguarda soprattutto un livello sistemico piuttosto che mirato.

Per promuovere una migliore definizione di alcune zone del corpo, esistono prodotti da applicare come gel, ad esempio Cut 4 Him della 4Plus Nutrition https://www.healthintegratori....

Tra le due correnti di pensiero che abbiamo descritto c'è un aspetto su cui tutti comunque concordano e cioè che se ci si allena ad elevate intensità per lo stesso tempo rispetto all'allenamento condotto a bassa intensità anche se in percentuale si consumano meno grassi, in assoluto se ne bruciano di più. E dato che l'importante è considerare il grasso bruciato a parità di calorie, questo risulta superiore durante una attività aerobica a basso impatto

Allenamento a basso impatto per dimagrire: la scelta migliore

Alcuni studi hanno evidenziato che a parità di calorie consumate l'esercizio condotto a bassa intensità equivale a quello ad alta intensità per quanto riguarda la perdita di peso e di grasso sia sull'addome che su tutto il corpo. Inoltre alcuni studi hanno posto l'accento sull'importanza della durata dell'esercizio piuttosto che sulla intensità come fattore determinante per migliorare la sensibilità all'insulina. 

Per ridurre la fame e agevolare il bilancio calorico negativo per dimagrire, puoi associare all'attività fisica e alla dieta un prodotto come Brutalcuts https://www.healthintegratori....

Inoltre bisogna tenere presente che gli allenamenti ad alta intensità spesso inducono anche un appetito superiore quindi un maggiore apporto di calorie nel resto della giornata e che che maggiore affaticamento riduce la successiva possibile attività motoria. 

Un allenamento condotto a bassa intensità quindi favorisce l'ossidazione dei grassi nei tessuti sottocute e nelle viscere, poiché manca l'effetto vasocostrittore determinato degli ormoni, favorendo la circolazione.

Restrizione calorica e testosterone, dieta e incidenza ormonale

Chi cerca di dimagrire normalmente riduce le calorie e aumenta il dispendio energetico, si tratta di un approccio efficace che però ha un effetto collaterale in termini di energia psicofisica ed anche a livello endocrino, con un impatto soprattutto nella sfera sessuale (che puoi sostenere con prodotti quali ad esempio Sex Bomb della Applied Nutrition https://www.healthintegratori.it/sex-bomb-for-him-120cps.html). 

Si tratta di una conseguenza riscontrabile da chiunque ed allo stesso tempo del tutto comprensibile considerando che il corpo in caso di deficit alimentare e tanto sport interpreta una situazione di emergenza, che nel paleolitico poteva corrispondere ad una migrazione od una fase di ricerca di cibo, mettendo l'aspetto della riproduzione in secondo piano rispetto la sopravvivenza del momento immediato.

La correlazione tra disponibilità energetice ed endocrine è facilmente osservabile nelle donne quando perdono una grossa, eccessiva quantità di tessuto grasso, provando un'alterazione del ciclo, fenomeno chiamato amenorrea. 

Le donne infatti necessitano della percentuale di massa grassa superiore rispetto ai maschi per mantenersi in salute e per mantenere viva la loro capacità riproduttiva anche se recentemente è stato scoperto che anche negli uomini, una presenza insufficiente di grasso corrisponde a una funzionalità ridotta del sistema endocrino. 

Tali fenomeni sono stati osservati in seguito all'attività praticata con intensità e regolarità e allenamenti frequenti; in realtà non è chiaro se la causa determinante sia la bassa percentuale di grasso o l'allenamento eccessivo ma probabilmente si tratta di una concomitanza di entrambi i fattori.

Fit Tribu può migliorare lo stimolo naturale del testosterone aumentando anche la forza e la massa magra https://www.healthintegratori....

Fase di definizione e impatto sul sistema endocrino

Gli atleti che vogliono perdere massa grassa senza rinunciare a quella magra per migliorare la propria definizione muscolare nella cosiddetta fase di cutting che sperimentano percentuali di grasso troppo basse possono osservare conseguenze estremamente negative sui livelli di ormoni in particolare sul testosterone. 

Per aumentare la secrezione endogena puoi provare un supplemento come Test Definition https://www.healthintegratori.... che aiuterà oltre che l'aspetto endocrino anche l'aumento della massa muscolare.

Osservazioni scientifiche sulla riduzione calorica e il suo impatto sul testosterone

Nel culturismo per abbassare di molto il grasso si tende ad aumentare l'entità dell'attività aerobica e contemporaneamente a ridurre l'apporto di calorie. Ecco cosa hanno concluso alcuni studi su atleti sottoposti a una riduzione calorica.

Il primo studio ha osservato un atleta sottoposto a una dieta a restrizione alimentare per sei mesi prima di una gara partendo da 2800 kcal e scendendo fino a 2500 kcal al giorno. Per quanto riguarda gli allenamenti questo soggetto seguiva un programma di cinque ore con i pesi, 40 minuti di allenamento ad intervalli ad alta intensità e 30 minuti di allenamento a bassa intensità consumando circa 600 cal al giorno rispetto alla sua spesa energetica. 

Dopo i sei mesi di osservazione il suo testosterone si era abbassato del 76% mentre il cortisolo era aumentato di oltre il 105% insieme a sintomi come l'ansia e a una perdita significativa del 21% di massa muscolare.

Un secondo studio ha osservato una risposta ormonale a seguito di tre settimane di dieta impostata a 1350 kcal giornaliere: i soggetti hanno perso circa sei chili in queste tre settimane, il loro metabolismo si è abbassato di quasi il 40%, l'insulina del 54%, gli ormoni T3 della tiroide del 39% e il testosterone dell'11%.

Concludendo quindi la maniera migliore per evitare cattivi impatti sugli ormoni e in particolare sul testosterone è quella di seguire una dieta strutturata che comprenda almeno 25 cal per ogni chilo di massa magra insieme a un apporto di proteine di almeno 1,6 g per ogni chilo di peso e in sinergia a workout con i pesi adeguatamente programmati.

Diabete e attività sportiva, le palestre medicali

Diabete e attività sportiva

Analizzando le ultime tendenze riguardanti il mondo della palestra, si osserva la presenza di due nuove realtà che si stanno sviluppando, il low costo e le cosiddette palestre funzionali. La classica palestra così ha iniziato a perdere colpi all'affannosa ricerca di novità per contrastare la concorrenza.

Nel Nord dell'Europa la direzione presa è quella del fitness medicale, con la consapevolezza che la palestra non può rimanere un semplice luogo sociale ma deve iniziare a fornire servizi che rispondano alle esigenze dei potenziali utenti sempre più numerosi. 

La medicina ha ormai riconosciuto il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione ed anche nel trattamento di tante malattie croniche degenerative e quindi il medico non si limita più a suggerire semplici passeggiate o corsi di moto ma proprio l'iscrizione in palestra. 

La questione diventa quindi riuscire a individuare la struttura più adatta, perché mancano esempi capaci di gestire persone con problemi di salute. Sicuramente queste palestre non temeranno la concorrenza di quelle a basso prezzo ne di quelle funzionali che anzi potrebbero rappresentare una fonte di futuri clienti. 

Diabete I e II: l'approccio sportivo moderno

Una delle patologie più frequenti è il diabete di cui esistono due tipi, il primo che è autoimmune, si manifesta di solito dall'infanzia e necessita dell'insulina e quello che invece non è insulino-dipendente e che se un tempo si riscontrava solo nella mezza età oggi è presente anche nei bambini (in correlazione all'aumento dell'obesità).

Questo tipo di diabete è legato allo stile di vita e alla cattiva alimentazione e richiede una terapia basata sulla dieta ed eventualmente su farmaci. La medicina ha recentemente sviluppato un grosso interesse nell'utilizzo dell'attività fisica come strumento di contrasto del diabete, per migliorare le condizioni del paziente superando i vecchi concetti di sport come pericoloso scompenso del quadro glicemico. 

Per ridurre la glicemia risulta molto efficace anche l' acido alfa lipoico come quello proposto dalla Muscle Care https://www.healthintegratori....

Nel diabete due l'approccio risulta più semplice soprattutto se non si utilizzano medicinali e sono solo presenti particolari problematiche articolari o cardiovascolari. In questi casi infatti l'attività aerobica ed anche quella con i pesi sono capaci di migliorare la sensibilità all'insulina e quindi riescono a far funzionare meglio questo ormone endogeno. 

Con il diabete di tipo uno invece la situazione è un po' più complessa perché il rischio principale di un'attività fisica in questi casi è l'insorgenza di una crisi di ipoglicemia; considerando l'utilizzo dell'insulina terapeutica, c'è la possibilità di una caduta della glicemia durante e dopo l'allenamento. 

Nel diabete di tipo II può essere di aiuto un prodotto come la luteina (https://www.healthintegratori.it/lutein-6mg-90cps.html) per la salute degli occhi e la prevenzione nei confronti di altri fattori di rischio correlati.

Insulina, sport e diabete

I pazienti diabetici quindi dovrebbero ridurre o addirittura eliminare l'insulina prima dell'esercizio, pianificando l'attività fisica piuttosto che dedicandosi ad essa senza averla programmata. 

Nel caso in cui il diabetico di tipo uno decidesse di impulso di uscire per una corsa o o di giocare a tennis dovrebbe consumare 20 o 30 g di carboidrati prima e per ogni mezz'ora di esercizio fisico per prevenire una crisi di eccessivo abbassamento della glicemia. 

D'altra parte chi soffre di diabete dovrebbe sempre avere con sé una fonte di glucosio che si assorba rapidamente come un succo di frutta o una semplice barretta da utilizzare anche durante l'attività fisica e da consumare non appena compaiono sintomi di debolezza e confusione. 

In tutti i casi si invitano i soggetti a farsi seguire da personale adeguatamente preparato ed esperto, senza improvvisare e valutando attentamente il proprio stile di vita oltre che l'alimentazione.

Un pancake formulato e adatto anche a chi soffre di diabete è ad esempio il Battery https://www.healthintegratori.... ricco di proteine e dedicato a un consumo giornaliero.

Colon irritabile e alimentazione specifica

colon irritabile

Chi soffre di colon irritabile deve inevitabilmente curare attentamente la propria dieta ed in particolare esiste una strategia alimentare che comporta l'esclusione di alcuni cibi molto ricchi di carboidrati a catena corta che l'intestino tenue non riesce a lavorare adeguatamente ed assorbire. 

Questo tipo di nutrienti, quando raggiunge l'intestino crasso, subisce un'opera di fermentazione batterica con la liberazione di alcuni gas e metaboliti. Tale processo non deve assolutamente preoccupare un individuo sano perché non si osservano fastidi di alcun genere ma alcuni pazienti che soffrono di colon irritabile o infiammazioni intestinali necessitano di ulteriori considerazioni dato che i loro sintomi possono peggiorare determinando una ipersensibilità.

Dieta per chi soffre di colon irritabile

Questa particolare dieta è stata formulata proprio per la gestione migliore dei sintomi in pazienti che soffrono di colon irritabile, un disturbo gastrointestinale che interessa una fetta sempre più elevata della popolazione di tutto il mondo. 

Tali sintomi corrispondono ad esempio a crampi, dolori intestinali e gonfiore, stitichezza o diarrea, meteorismo, nausea, fermentazione, bruciore, disagio generale, ed anche ansia e depressione. I sintomi possono essere presenti tutti insieme oppure solo in parte con intensità che possono variare nel tempo e a seconda del soggetto.

Un prodotto come Probiotic Acidophilus Active Cultures della Puritan's Pride può essere un valido sostegno (https://www.healthintegratori.it/probiotic-acidophilus-active-cultures-100cps.html)

La maggior parte di coloro che soffre di colon irritabile presenta sintomi che compromettono la normale vita quotidiana e una delle cause più frequenti è l'aver trascurato infiammazioni, sensibilità o intolleranze alimentari oppure avere una flora batterica danneggiata. 

I cibi da evitare sono quelli che generando gas a seguito della fermentazione provocano il gonfiore, il dolore e le tensioni, richiamando acqua nell'intestino e alterando la velocità della peristalsi, contribuendo alla manifestazione di stitichezza, diarrea o entrambi. 

Gli enizimi digestivi contenuti in Cultivate da 96 compresse della San Nutrition rappresentano una efficace scelta grazie anche alla presenza di fermenti. (https://www.healthintegratori.it/cultivate-96cps.html)

Quali sono i cibi da evitare in caso di colon irritabile

Parliamo innanzitutto di oligosaccaridi quali frumento, segale e orzo, kamut, lenticchie, fagioli, cipolla, scalogno, porri, aglio, barbabietola, carciofi, sedano, cardi, pistacchi. Prodotti che contengono disaccaridi ad esempio latte e derivati, o che presentano il lattosio nella lista degli ingredienti.

Da evitare anche i monosaccaridi presenti nelle mele e nel cocomero, nelle ciliegie, nei mango, asparagi, miele, sciroppo d'agave, succhi di frutta e ancora, broccoli, prugne e pesche.

Nella prima fase di sperimentazione tali cibi vanno eliminati per tre o quattro settimane mentre in una seconda fase possono essere reintrodotti gradualmente in maniera da osservare quelli che scatenano le problematiche.

L'approccio per quanto valido è un ancora poco utilizzato ma sempre più sostenuto dai ricercatori considerando i risultati molto incoraggianti dei vari test clinici. Si tratta di un regime particolarmente severo che necessita della guida costante di un nutrizionista esperto dove la durata va calibrata con esattezza perché trattandosi di una dieta che consente solamente carne, uova e pesce può a sua volta favorire l'avvio di alterazioni, acidità e squilibri nutrizionali con un forte rischio di malnutrizione. 

Super Enzymes 180 Tablets aiuta la digestione di tutti i nutrienti ed è prodotto dalla Now Foods https://www.healthintegratori.... per ottimizzare il metabolismo dei grassi e delle proteine oltre che dei carboidrati.

Allenamento addominali: è possibile isolare alti e bassi

allenamento addominali

Spesso nelle schede di esercizi prescritti in palestra leggiamo la suddivisione tra addominali alti e addominali bassi ma si tratta di una definizione non corretta dal punto di vista anatomico perché l'addome è un unico singolo muscolo che parte dallo sterno e si inserisce nell'area pubica. 

Tuttavia sul piano funzionale questa distinzione non è poi così sbagliata. A prescindere dagli esercizi svolti, alleneremo sempre la parte superiore e quella inferiore contemporaneamente, compresi gli obliqui. Tuttavia anche se non possiamo isolare una sola parte è possibile amplificare il coinvolgimento di una regione rispetto all'altra.

Scegliendo gli esercizi quindi si può attuare un controllo specifico attivando prevalentemente la zona più bassa e fare lo stesso con le altre parti, a seconda delle preferenze e delle necessità.

Ad esempio per migliorare il coinvolgimento della regione addominale più bassa, bisogna considerare l'importanza dell'esecuzione perché il bacino ha una possibilità di movimento più limitata e il flessore dell'anca tenderà ad essere dominante. 

Nelle alzate del ginocchio al mento che accorciano la regione inferiore si stimolerà proprio la parte di addominali più bassi rispetto a quelli superiori.

Ipertrofia e definizione: addominali alti e bassi

Una maggiore attivazione di un'area rispetto all'altra sembra portare anche a un superiore ipertrofia (che puoi amplificare assumendo Leucine 1000 https://www.healthintegratori.it/leucine-1000-150cps.html) e analogamente a un dimagrimento localizzato (che può essere favorito da un bruciagrassi potente come Animal Cuts https://www.healthintegratori.it/animal-cuts-42-pack.html).

 Nonostante il parere contrastante di alcuni esperti in materia e di ricerche scientifiche, i risultati più recenti vanno ad indicare che un allenamento mirato può consentire di ottenere sia risultati migliori in termini di massa e sia di definizione (a tale proposito esistono efficaci creme ad uso topico come Cut 4 Him https://www.healthintegratori.it/cut-4-him-cream-200ml.html). La misura di questi risultati tuttavia è variabile a seconda dell'individuo, delle attitudini, del suo programma, delle sue abitudini e della dieta, tuttavia si tratta di una considerazione comunque molto interessante per coloro che vogliono allenarsi e migliorare parti specifiche del corpo.

Scienza, studi clinici e strategie di sviluppo addome

Una interessante indagine scientifica aveva diviso in due gruppi un campione di sportivi , da una parte definiti ad elevato livello di capacità fisica facendoli allenare per almeno un'ora una mezza tre volte settimana e per tre anni, in contrapposizione ad un gruppo basso livello di intensità che non ha osservato questi criteri.

Entrambi i gruppi hanno eseguito gli stessi esercizi che avevano come target sia la parte superiore e inferiore dell'addome. Per monitorare i risultati è stato utilizzata l'elettromiografia che ha misurato l'attività muscolare mentre l'esecuzione è stata tenuta sotto controllo dei professionisti. 

I gruppi sono stati poi suddivisi nuovamente in esecutori corretti e non corretti sulla base delle singole capacità mostrando come a una migliore esecuzione era legata la capacità dell'individuo di inclinare la regione pelvica posteriore e solo i partecipanti del gruppo ad alto livello di attività fisica erano stati in grado di attivare con maggiore efficacia regioni specifiche dell'addome.

Come diminuire la circonferenza cosce

Come diminuire la circonferenza cosce

Una delle richieste più frequenti in termini di allenamento e integrazione riguarda il dimagrimento localizzato e in particolare la perdita di grasso di specifiche zone del corpo.

Uno dei quesiti ricorrenti riguarda la difficoltà nella perdita di peso nella parte inferiore del corpo che definisce il classico aspetto dell'individuo ginoide, e che riguarda prevalentemente le donne ma che si può osservare anche nei soggetti di sesso maschile. Si tratta di un fenomeno sicuramente diffuso e anche ostico da trattare pur non essendo impossibile ottenere risultati importanti e soddisfacenti.

Diminuire il giro cosce: morfotipo ginoide

Spesso chi manifesta questo genere di problema conduce una vita sedentaria, lavora prevalentemente da seduto oppure in piedi ma senza potersi muovere e questo limita la vascolarizzazione dei tessuti superficiali che invece corrispondo all'obiettivo principale per demolire il grasso sotto la cute.

Intervenendo per favorire una maggiore velocità del sangue, gli acidi grassi tenderanno ad accumularsi in misura minore. 

Come anticipato anche stare in piedi ma in maniera statica non favorisce molto la circolazione e considerando anche la tendenza ad accumulare liquidi (a tale proposito è consigliabile un prodotto come Lipo 6 Black Hers ( https://www.healthintegratori.it/lipo-6-black-hers-120-cps.html), la parte bassa del corpo finisce col manifestare maggiormente ritenzione idrica e le altre antiestetiche formazioni. È importante quindi evitare sia la posizione seduta che quella eretta statica.

Si potrebbe quindi consigliare qualche piccolo cambiamento nella vita d'ufficio, obbligandosi ad alzarsi per raggiungere una stampante collocavata altrove o addirittura seguire l'esempio di alcuni paesi dove le scrivanie sono alte in maniera da lavorare in piedi e muoversi.

Per quanto riguarda invece l'attività fisica si potrebbero dedicare tre sessioni a settimana di aerobica per una durata di 30 minuti ognuna e altrettanti a una ginnastica per tonificarsi come il body-building (è possibile utilizzare prima dell'allenamento un supplemento a base di tirosina come L-Tyrosine Powder della Now Foods https://www.healthintegratori.it/l-tyrosine-powder-113g.html) per migliorare il rapporto di grassi e il metabolismo.

Per trattare o prevenire il fenomeno della cellulite, cui le donne sono più predisposte per una tipica conformazione dei tessuti e aggravata dall'accumulo di liquidi e di acidi come l'acido lattico, è bene inserire anche una attività a circuito per migliorare la vascolarizzazione.

In effetti verificando al tatto le regioni come l'addome e le cosce di un soggetto ginoide le riconosceremo più fredde e tali variazioni di temperatura sono dovute proprio alla minore vascolarizzazione. Quest'attività fisica potrebbe essere condotta preferibilmente nella prima parte del giorno.

Importante è anche prendersi cura della salute intestinale per non squilibrare ulteriormente il metabolismo e sostenere l'attività del fegato che a sua volta è legata alla produzione degli ormoni tiroidei (il Coleus Forskohlii https://www.healthintegratori.... può essere un buon sostegno endocrino in questi casi). Nella dieta sarebbe opportuno non esagerare con i carboidrati da assumere soprattutto nella prima parte della giornata dove andranno ad esplicare anche un importante effetto stimolatore sulla tiroide - la cui attività tende a rallentare in condizioni di basso apporto calorico o di digiuno. 

Per quanto riguarda gli integratori, è importante non generalizzare e assumere quelli adatti al soggetto perché per quanto riguarda gli individui con queste caratteristiche fisiche, i termogenici risultano poco vantaggiosi: l'importante in questi casi infatti è favorire la vascolarizzazione mentre un termogenico tende più che altro a lavorare sul sistema simpatico che al contrario costringe i vasi.

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